PDCI-Ancona

il Blog dei comunisti italiani, sezione “Tina Modotti”

BANDIERA A LUTTO DEL PCI PER LA SCOMPARSA DEL COMPAGNO FIDEL

Novembre 26th, 2016

Bandiera a lutto nella sede della sezione anconetana del PCI per la scomparsa del compagno Fidel Castro, leader della rivoluzione cubana, grande  comunista, combattente sempre contro l’imperialismo, per la libertà  e l’indipendenza dei popoli e per il socialismo.

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OBIETTIVO DELL’ ANTIRIFORMA COSTITUZIONALE RENZIANA: IL PIENO DISPIEGAMENTO DELLE POLITICHE ANTIPOPOLARI

Novembre 24th, 2016

Una bella giornata quella di sabato 12 novembre al circolo “Germontari” delle Grazie. Prima un incontro pubblico molto partecipato su “JOBS ACT E COSTITUZIONE. LE RIFORME DI RENZI CONTRO I LAVORATORI”.  Quindi una cena insieme  di una settantina di compagni che ha permesso di passare una serata  in allegria e sostenere la Sezione da poco costituita del Partito Comunista Italiano.

In apertura il Segretario Ruggero Giacomini ha illustrato le ragioni del partito e i suoi obiettivi e i motivi che fanno ritenere che con la costituzione del PCI si stia uscendo dalla crisi che da oltre un quarto di secolo travaglia il comunismo italiano.

PIERGIOVANNI ALLEVA, esperto di diritto del lavoro,  capogruppo de “L’Altra Emilia” al  Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna, e soprattutto membro della Segreteria nazionale  del PCI, ha spiegato con argomentazione analitica  l’enorme truffa-regalo rappresentata dalla riforma renziana  del Jobs Act per i capitalisti che dovevano regolarizzare la posizione dei dipendenti che da tempo lavoravano e avevano diritto all’assunzione a tempo indeterminato, che sono stati sanati e  gratificati della possibilità di “regolarizzare”  senza pagare i contributi, dopo di che invece dei contratti a tempo indeterminato si sono impennai i voucher ed è dilagato il precariato giovanile.   Il Jobs Act, come la “buona scuola”, come la spinta alla privatizzazione nella sanità: sono le “riforme di Renzi” già attuate, che chiariscono l’obiettivo più generale della riforma costituzionale. E cioè rimuovere gli ostacoli giuridici e  istituzionali al pieno dispiegamento di una politica antipopolare, di svendita del patrimonio pubblico e di attacco alle pensioni in essere. E’ quello che spiega l’entusiasmo per il SI dichiarato da tutte le agenzie di speculazione finanziaria che operano in Italia.

Su ciò si è soffermato anche l’avvocato e neo docente ordinario di diritto del lavoro all’Università di Ancona Antonio Di Stasi, coordinatore del Comitato cittadino per il NO al referendum. L’iniziativa è stata ripresa  dal compagno Carlo Cardarelli e postata su youtube dove è possibile ri/vederla integralmente, al seguente indirizzo:

https://www.youtube.com/watch?v=RjNZYAvLzWY

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JOBS ACT E COSTITUZIONE. LE RIFORME DI RENZI CONTRO I LAVORATORI

Novembre 7th, 2016

Sabato 12  novembre  ore 18,00

al Circolo “Germontari” via Grazie 2

 

JOBS ACT E COSTITUZIONE

LE RIFORME DI RENZI CONTRO I LAVORATORI

 

ne parliamo con

 

PIERGIOVANNI ALLEVA

 

esperto di diritto del lavoro,  capogruppo de “L’Altra Emilia” al  Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna, membro della Segreteria nazionale  del PCI

 

Interviene avv. Antonio Di Stasi

coordinatore di Ancona del Comitato per il NO
Presenta Ruggero Giacomini, segretario della Sezione

Dibattito

 

A seguire CENA POPOLARE PRO-COSTITUZIONE

 info: tel. 348-3230061,  redazione@comunisti-ancona.it

 

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ANPI, ARCI E CGIL PER LA DIFESA DELLA COSTITUZIONE E IL NO AL REFERENDUM

Settembre 10th, 2016

<!--enpts-->img_4948.JPG<!--enpte-->  Una manifestazione partecipata e combattiva quella del 9 settembre in Ancona, in cui il segretario nazionale dell’Anpi Carlo Smuraglia, con lo spirito della sua giovinezza di combattente partigiano, ha riaffermato e motivato l’impegno contro lo stravolgimento della Costituzione e per il NO al referendum. Analogamente ha fatto per l’Arci la segretaria nazionale Francesa Chiavacci, e così pure si è espresso con convinzione l’ex presidente della Regione Marche Vito D’Ambrosio che ha coordinato l’iniziativa. In questi giorni è scesa in capo anche la Cgil, schierando i lavoratori contro un provvedimento  non certo a caso e disinteressatamente apertamente sostenuto dalla Confindustria.

L’Anpi, ha sostenuto il Presidente,  è un’Associazione autonoma antifascista che democraticamente ha discusso e deciso la propria posizione al congresso nazionale e nel Comitato nazionale con voto unanime e solo tre astenuti, una posizione coerente con le battaglie passate e con la missione dell’Associazione di difendere e diffondere i valori della Resistenza, che trovano corrispondenza nella Costituzione, rispetto alla quale ciò che si dovrebbe fare non è cambiarla, ma attuarla.

L’idea di fondo che muove il disegno delle modifiche costituzionali del presidente del Consiglio Renzi, in combinazione con quelle già delineate della legge elettorale, mira ad affermare il potere dell’uomo solo al comando, facendo venire meno i contrappesi vitali in un sistema democratico e colpendo alla radice il principio e la sostanza della sovranità popolare.

“Schierarsi in difesa della Costituzione è un obbligo che ci deriva dallo Statuto”, ha affermato il presidente Smuraglia,  e nessuno accusò l’ANPI di trasformarsi in partito quando scese in campo contro la legge truffa  nel 1953, o quando fece altrettanto contro il Governo di Tambroni, appoggiato dai fascisti, nel 1960, o in occasione dell’analogo referendum del 2006 sotto il governo Berlusconi.

Gli attacchi vergognosi all’Anpi e al suo presidente, che  sono stati portati dagli organi di stampa della Confindustria e dalla finanza euro-anglo-americana, come pure i tentativi di delegittimazione dei senatori del PD e del nuovo direttore dell”’Unità” Staino, autore di una vignetta vergognosa,  invece di indebolire e dividere l’Associazione ne hanno rafforzato  l’unità e la determinazione.

“Ho una vita alle spalle, cui nessuno dovrebbe mancare di rispetto”, ha affermato il presidente Smuraglia.

E sulla Costituzione è un dovere di tutti i cittadini democratici impegnarsi e battersi con ogni mezzo perché se ne conservino lo spirito ed i valori.

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IL PRESIDENTE NAZIONALE DELL’ANPI CARLO SMURAGLIA AD ANCONA VENERDI 9 SETTEMBRE PORTO ANTICO ORE 17.30: “PER QUESTA NOSTRA BELLA COSTITUZIONE” NO ALLO STRAVOLGIMENTO. INTERVENGONO VITO D’AMBROSIO E FRANCESCA CHIAVACCI, PRESIDENTE NAZIONALE ARCI

Settembre 8th, 2016

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NO GUERRA NO NATO: 7 SETTEMBRE INIZIATIVA AD ANCONA

Agosto 28th, 2016

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APPELLO PER DIRE

NO ALLE BOMBE NUCLEARI IN ITALIA

 

Considerato che

- secondo i dati forniti dalla Federazione degli Scienziati Americani (FAS), gli Usa mantengono oggi 70 bombe nucleari B61 in Italia di cui 50 ad Aviano (Pordenone) e 20 a Ghedi-Torre (Brescia) e che, come documenta la stessa U.S. Air Force, tali bombe saranno molto presto sostituite, non solo in Italia, ma anche in altri Paesi Nato dell’Europa, con bombe nucleari di nuova generazione B61-12, con sistema di guida che permette lo sganciamento dai modernissimi Jet con capacità stealth (cioè quasi invisibili ai radar), a notevole distanza dall’obiettivo e pertanto per tali caratteristiche particolarmente adatte per un attacco nucleare di sorpresa (first strike nucleare).

-  foto satellitari pubblicate dalla FAS e poi riportate da alcuni media e organi di informazione mostrano che sono già in stato avanzato i lavori di adattamento degli attuali depositi per tali bombe e non solo ad Aviano e Ghedi, ma anche in altre basi Usa e Nato del nostro Paese, il quale tra l’altro non solo mette a disposizione il nostro territorio, ma che anche piloti ed aerei italiani (i Tornado nella fattispecie), vengono addestrati all’uso di tali armi nucleari.

- ciò facendo, l’Italia viola il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari firmato nel 1969 e ratificato nel 1975, il quale all’art. 2 stabilisce:

Ciascuno degli Stati militarmente non nucleari, che sia parte del Trattato, si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, né il controllo su tali armi e congegni esplosivi, direttamente o indirettamente”.

 

I proponenti e firmatari del presente Appello

chiedono ai cittadini e alle Assemblee elettive di Comuni, Regioni e Parlamento di pronunciarsi e  impegnare il Governo a rispettare il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari e, attenendosi a quanto esso stabilisce, far si che siano rimosse dagli Stati Uniti, nel più breve tempo, le armi nucleari ovunque e a qualsiasi titolo presenti nel territorio italiano e non sia consentito installarvi le nuove bombe B61-12 ed altre eventuali armi nucleari.

BOLOGNA 26 GIUGNO 2016 è nato il nuovo PARTITO COMUNISTA ITALIANO

Giugno 28th, 2016

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Dal 24 al 26 giugno scorsi si è tenuta vicino Bologna l’Assemblea Nazionale Costituente che invertendo la dispersione a sinistra e avviando concretamente  la  riunificazione dei comunisti di varie provenienze ed esperienze in un processo che resta aperto ad ulteriori future adesioni ha deciso di dare vita  al nuovo PARTITO COMUNISTA ITALIANO. Al Congresso hanno portato il loro caloroso saluto internazionalista accolti dall’ovazione  dei delegati il Segretario del Partito Comunista di Siria, l’Ambasciatore di Cuba che ha letto anche un messaggio del Partito Comunista Cubano, l’Ambasciatore del Vietnam a nome del Partito Comunista Vietnamita, e sono pervenuti vari altri messaggi a testimonianza che il Movimento Comunista Internazionale è una realtà viva e presente nel mondo contemporaneo,  in prima fila con i lavoratori, contro l’imperialismo e  contro le guerre. 

Al termine dei lavori il Congresso ha approvato le tesi programmatiche, lo statuto ed eletto il comitato centrale. Quest’ultimo nella prima riunione tenuta subito dopo il Congresso, ha eletto  il Segretario Nazionale,  nella persona del compagno MAURO ALBORESI, già segretario regionale dell’Emilia-Romagna del Pcd’I.

Si può vedere l’intervento del compagno Alboresi a conclusione dei lavori dell’Assemblea nazionale Costituente comunista 

su:  https://www.youtube.com/watch?v=GWqA3_6Bja0     

o cercando:

Assemblea nazionale Costituente comunista. San Lazzaro di Savena 24-25-26 giugno 2016

LA LEZIONE CHE CI VIENE DA GRAMSCI. UN CONTRIBUTO IN 8 PUNTI ALLA DISCUSSIONE DELLA COSTITUENTE COMUNISTA

Maggio 25th, 2016

di Ruggero Giacomini

1. Che rapporto dobbiamo avere noi – comunisti italiani del XXI secolo - con la tradizione del partito comunista italiano, nato col primo congresso a Livorno nel 1921 e finito per autoscioglimento col XX congresso a Rimini nel 1991?

Io credo che noi abbiamo il diritto e il dovere di recuperare questa tradizione e non lasciarla nelle mani del PD a cui per altro pesa sempre di più. Quali che siano stati i limiti e gli errori del Pci – e ce ne sono stati che altrimenti non si sarebbe lasciato suicidare, e vanno perciò analizzati e corretti -, tuttavia, e anche questo è un fatto, il PCI in quanto tale non era utilizzabile per un passaggio di campo come quello che i dirigenti che ne hanno promosso lo scioglimento volevano fare, e ha dovuto essere rimosso.

Il PCI cioè

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RICOSTRUIRE IL PARTITO COMUNISTA: IL CONGRESSO PROVINCIALE DI ANCONA

Maggio 24th, 2016

Si terrà sabato 4 giugno a Castelferretti piazza Albertelli 3  con inizio alle ore 15.30 il Congresso provinciale di Ancona della Costituente comunista. Interviene la compagna Claudia Rosati, PRC di Firenze, che terrà le conclusioni. Relazione di apertura di Fabio Pasquinelli, segretario provinciale  PCdI. Partecipano gli iscritti PCdI 2015,  i compagni del PRC e quanti hanno aderito e sono interessati al processo per ricostruire in Italia un unico e forte PARTITO COMUNISTA.

CONGRESSO NAZIONALE PER LA RICOSTRUZIONE DEL PCI: I DOCUMENTI

Maggio 18th, 2016

Sul sito dell’Associazione per la ricostruzione in Italia del Partito comunista sono pubblicati e a disposizione i documenti per il Congresso nazionale, sulla base dei quali si svolgeranno tra fine maggio e i primi di giugno i congressi territoriali in cui saranno eletti i delegati. Partecipano al processo costituente e ai congressi gli iscritti al Pcd’I del 2015,  la componente  del Prc  che pure ha aderito, militanti senza partito che già partecipano o vogliono partecipare al processo unitario, che resta comunque un processo aperto.

Si tratta del documento politico, in forma di tesi; della proposta di statuto; del regolamento. Per leggere, consultare, scaricare:

La Costituente Comunista