PDCI-Ancona

il Blog dei comunisti italiani, sezione “Tina Modotti”

BOLOGNA 26 GIUGNO 2016 è nato il nuovo PARTITO COMUNISTA ITALIANO

Giugno 28th, 2016

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Dal 24 al 26 giugno scorsi si è tenuta vicino Bologna l’Assemblea Nazionale Costituente che invertendo la dispersione a sinistra e avviando concretamente  la  riunificazione dei comunisti di varie provenienze ed esperienze in un processo che resta aperto ad ulteriori future adesioni ha deciso di dare vita  al nuovo PARTITO COMUNISTA ITALIANO. Al Congresso hanno portato il loro caloroso saluto internazionalista accolti dall’ovazione  dei delegati il Segretario del Partito Comunista di Siria, l’Ambasciatore di Cuba che ha letto anche un messaggio del Partito Comunista Cubano, l’Ambasciatore del Vietnam a nome del Partito Comunista Vietnamita, e sono pervenuti vari altri messaggi a testimonianza che il Movimento Comunista Internazionale è una realtà viva e presente nel mondo contemporaneo,  in prima fila con i lavoratori, contro l’imperialismo e  contro le guerre. 

Al termine dei lavori il Congresso ha approvato le tesi programmatiche, lo statuto ed eletto il comitato centrale. Quest’ultimo nella prima riunione tenuta subito dopo il Congresso, ha eletto  il Segretario Nazionale,  nella persona del compagno MAURO ALBORESI, già segretario regionale dell’Emilia-Romagna del Pcd’I.

Si può vedere l’intervento del compagno Alboresi a conclusione dei lavori dell’Assemblea nazionale Costituente comunista 

su:  https://www.youtube.com/watch?v=GWqA3_6Bja0     

o cercando:

Assemblea nazionale Costituente comunista. San Lazzaro di Savena 24-25-26 giugno 2016

LA LEZIONE CHE CI VIENE DA GRAMSCI. UN CONTRIBUTO IN 8 PUNTI ALLA DISCUSSIONE DELLA COSTITUENTE COMUNISTA

Maggio 25th, 2016

di Ruggero Giacomini

1. Che rapporto dobbiamo avere noi – comunisti italiani del XXI secolo - con la tradizione del partito comunista italiano, nato col primo congresso a Livorno nel 1921 e finito per autoscioglimento col XX congresso a Rimini nel 1991?

Io credo che noi abbiamo il diritto e il dovere di recuperare questa tradizione e non lasciarla nelle mani del PD a cui per altro pesa sempre di più. Quali che siano stati i limiti e gli errori del Pci – e ce ne sono stati che altrimenti non si sarebbe lasciato suicidare, e vanno perciò analizzati e corretti -, tuttavia, e anche questo è un fatto, il PCI in quanto tale non era utilizzabile per un passaggio di campo come quello che i dirigenti che ne hanno promosso lo scioglimento volevano fare, e ha dovuto essere rimosso.

Il PCI cioè

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RICOSTRUIRE IL PARTITO COMUNISTA: IL CONGRESSO PROVINCIALE DI ANCONA

Maggio 24th, 2016

Si terrà sabato 4 giugno a Castelferretti piazza Albertelli 3  con inizio alle ore 15.30 il Congresso provinciale di Ancona della Costituente comunista. Interviene la compagna Claudia Rosati, PRC di Firenze, che terrà le conclusioni. Relazione di apertura di Fabio Pasquinelli, segretario provinciale  PCdI. Partecipano gli iscritti PCdI 2015,  i compagni del PRC e quanti hanno aderito e sono interessati al processo per ricostruire in Italia un unico e forte PARTITO COMUNISTA.

CONGRESSO NAZIONALE PER LA RICOSTRUZIONE DEL PCI: I DOCUMENTI

Maggio 18th, 2016

Sul sito dell’Associazione per la ricostruzione in Italia del Partito comunista sono pubblicati e a disposizione i documenti per il Congresso nazionale, sulla base dei quali si svolgeranno tra fine maggio e i primi di giugno i congressi territoriali in cui saranno eletti i delegati. Partecipano al processo costituente e ai congressi gli iscritti al Pcd’I del 2015,  la componente  del Prc  che pure ha aderito, militanti senza partito che già partecipano o vogliono partecipare al processo unitario, che resta comunque un processo aperto.

Si tratta del documento politico, in forma di tesi; della proposta di statuto; del regolamento. Per leggere, consultare, scaricare:

La Costituente Comunista

I TANTI PERCHE’ PER DIRE BASTA GUERRE E NO ALLA NATO

Maggio 8th, 2016

Si è tenuto il 2 maggio scorso presso la ex sala del Consiglio comunale l’incontro promosso dal Comitato “No Guerra No Nato” di Ancona, a cui ha partecipato Giulietto Chiesa, giornalista professionista già corrispondente da Mosca de “l’Unità” e de “La Stampa” e dei principali canali televisivi, e oggi direttore e commentatore di PandoraTV, il quale di fronte a un pubblico numeroso e attento ha sviscerato le tante falsità dell’informazione manipolata sulle guerre in corso e quelle più gravi che si preparano e che vedono protagonisti gli USA e la NATO, con la piena connivenza dell’Europa. L’incontro è stato aperta dalla compagna Loretta Boni, che ha presentato il Comitato da poco costituito, che si ispira ai valori della Costituzione e della Resistenza per un’Italia libera dalle basi militari straniere, indipendente e sovrana.

Il portavoce del Comitato Sandro Belfiore ha illustrato i tanti perché per dire NO GUERRE NO NATO, e quindi per aderire al Comitato e sostenerlo.  Riportiamo qui di seguito il suo intervento, ed immagini dell’iniziativa.

La registrazione  della manifestazione curata da Carlo Cardarelli,  con l’intervento integrale di Giulietto Chiesa, si può vedere su    https://www.youtube.com/watch?v=PUQb1TqsNQI

I perché, per dire basta guerre, dovrebbero essere ovvi, scontati, eppure io credo che purtroppo, la maggior parte delle persone, si illuda, è convinta, che le guerre non ci riguardino più di tanto, che esse siano abbastanza lontane e che alla fin fine l’importante è che non ci sia la guerra in “casa nostra”.

Niente di più drammaticamente sbagliato, la realtà è che siamo già, in uno stato di GUERRA, una guerra globale, condotta sul piano militare, in diversi Paesi ed Aree del mondo, in Siria, in Iraq, nello Yemen, nell’area Medio Orientale, nel Nord Africa (in particolare in Libia, ove si profila un nuovo intervento della coalizione occidentale, compresa l’Italia ?… non lo sappiamo, certo è che le pressioni Usa in tal senso sono molto forti), più recentemente anche nell’area Caucasica, ove è ripreso il conflitto tra Armenia e Azerbaigian per la contesa della regione del Nagorno Karabakh.

Dall’altra parte del mondo, nell’area del Pacifico ed in particolare nel Mar Cinese meridionale, ove è in atto un confronto diretto tra la Cina da una parte   e Stati Uniti e Giappone dall’altra, per il controllo e la sicurezza di quell’area, che sin’ora, ha visto spadroneggiare la 7.ma flotta degli Stati Uniti.

In Europa, per la seconda volta, dalla fine della II^ Guerra mondiale (la prima è stata la guerra nella ex Jugoslavia 1991-1995), ad essere presa di mira è stata l’Ucraina, prima con la primavera colorata di arancione, poi con il colpo di mano paramilitare del Maidan a Kiev, del febbraio 2014 (dopo 3 mesi di scontri). A seguito di questo rovesciamento illegale, fomentato, finanziato ed armato dagli Usa e dall’Europa, scoppia il conflitto nelle Regioni del sud-est ucraino, nel Donbass (regioni di Donetsk, Luhansk e Kharkiv), una guerra con migliaia di morti, in gran parte tra la popolazione civile, che si oppone al governo di Kiev e che resiste ai battaglioni nazistoidi e ben armati dalla Nato e per la quale i mass media occidentali non versano lacrime.

In altri Paesi del continente europeo, dai Paesi baltici a quelli dell’area balcanica, è in corso una “campagna acquisti” promossa direttamente dagli Usa, per allargare la Nato sino ai confini della Russia, costruendo così una minacciosa cintura, disseminata di basi militari e sistemi di armamento di ogni tipo, compreso quello nucleare.

Per non parlare di ciò che avviene in Sud America, da ultimo il Brasile, con evidenti operazioni di destabilizzazione ai danni di tutti quei governi non allineati ai voleri della potenza americana e della finanza internazionale.

In tutte queste guerre e in questi fronti, di conflitto e tensione, è sempre presente “la lunga mano” degli Stati Uniti, impegnati a stabilire o a ristabilire la propria influenza, la propria supremazia economica, finanziaria e militare e per ridisegnare un “nuovo ordine mondiale”, sotto il controllo politico di una élite, privata, non eletta, di potenti, espressione di un sistema, quello capitalista, che in realtà mostra sempre più evidenti i segni di un inesorabile decadimento.

In questo quadro, la piena sovranità degli Stati è un ostacolo da eliminare, essa non può che essere limitata alla “ordinaria amministrazione del condominio” e dove i diritti sociali e politici devono essere scardinati con ogni mezzo, compreso quello di alimentare guerre tra poveri e tensioni sociali indotte dal fenomeno della immigrazione di massa.

La guerra, quindi, come risposta alla crisi di sistema (crisi ambientale, energetica, economica, sociale, demografica), che viene preparata e condotta a tutti i livelli, culturale, psicologico, mediatico e sociale, cosi come su quello più propriamente militare, con l’aumento esponenziale delle spese militari e di armamenti sempre più terrificanti e distruttivi), così come su quello degli assetti geopolitici.

La guerra, che oltre a produrre i suoi drammatici effetti diretti, le distruzioni violente, i massacri delle popolazioni, ecc…, produce, combinata con le crisi ambientali, anche i suoi effetti “collaterali”, ma non meno drammatici, le povertà di massa, le migrazioni bibliche, con la disgregazione di intere economie e comunità (siccità – v. vaste zone dell’India - alluvioni, inquinamento delle acque, dei mari e dei suoli…).

Le peggiori forze reazionarie, i terrorismi di matrice fondamentalista e religiosa, i rigurgiti neonazisti e razziali, sono conseguenze e al tempo stesso strumento per raggiungere questi nefasti obiettivi.

Il Comitato NO GUERRA NO NATO di Ancona, si è costituito per informare e per contrastare queste pulsioni guerrafondaie, per scuotere le coscienze dei cittadini, per denunciare la complicità dei governi europei e del governo italiano, nei confronti di questo stato di cose e di questa politica.

Per questo è fondamentale costruire un vasto e forte movimento per l’uscita dell’Italia dalla NATO, perché la NATO è lo strumento principale dell’interventismo e delle politiche aggressive degli Stati Uniti, per un’Italia libera dalla presenza delle basi militari statunitensi (oltre 100), che comprendono circa 70 ordigni nucleari, recentemente ammodernati con “bombe intelligenti” (B61-12) che lanciate dai più moderni jet (anche dai Tornado italiani), possono essere lanciate da 100 km di distanza dai bersagli e teleguidate sugli stessi. Si tratta di armi progettate con lo scopo lanciare il primo e distruttivo attacco nucleare, se questo dovesse accadere (a quel punto dovremmo appellarci solo a Dio..) sarebbe inevitabile la ritorsione sulle nostre teste.

Per un’Italia quindi sovrana e neutrale, per una politica estera basata sull’art. 11 della Costituzione che contribuisca a relazioni improntate alla pace, al rispetto reciproco, alla giustizia economica e sociale.

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ANCONA 25 APRILE IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE NATA DALLA RESISTENZA

Aprile 25th, 2016

Un lungo corteo ha caratterizzato la tradizionale ricorrenza del 25 aprile oggi  in Ancona, a cui hanno partecipato le autorità, l’Anpi, ex partigiani e giovani antifascisti,  e in cui oltre la commemorazione e il ricordo dei caduti per la liberazione dal nazifascismo è stato manifestato l’impegno per la difesa e l’attuazione della Costituzione lasciataci in eredità  dalla Resistenza,  contro le manipolazioni e gli stravolgimenti  dei vecchi e nuovi reazionari e del governo.

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REFERENDUM 17 APRILE: PARTECIPIAMO E VOTIAMO SI

Aprile 6th, 2016

A pochi giorni dal referendum del 17 aprile  la gran parte dei cittadini non sa ancora che si vota e per cosa si deve votare.

La Regione Marche che pure è tra le Regioni che hanno promosso il referendum tace.

Il Governo  prono agli interessi dei petrolieri fa disinformazione.

Renzi contro la legge invita a non votare:  preferisce  come a suo tempo Craxi che si vada al mare.

DOBBIAMO INVECE MOBILITARCI   E ANDARE A VOTARE

VOTIAMO  SI

 

- Perché devono prevalere gli interessi dei cittadini e non quelli dei petrolieri

- Per salvaguardare il mare e l’economia del mare, la pesca e il  turismo risorse essenziali del paese

- Per difendere la salute

- Perché  sversamenti di petrolio provocherebbero disastri irrimediabili

- Perché le compagnie petrolifere  che trivellano sono per lo più straniere e vendono all’estero   - come la TOTAL che esporta il petrolio della Basilicata – ed  è  falso  che trivellando si contribuisce  al fabbisogno energetico nazionale.

SI   DOMENICA 17 APRILE

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ANCONA COMITATO NOGUERRA NONATO: PRESENTATA LA DICHIARAZIONE D’INTENTI

Marzo 12th, 2016

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Nell’ambito della giornata nazionale di mobilitazione contro l’intervento in Libia, le guerre e la Nato, è stata presentata la dichiarazione d’intenti per la formazione in Ancona del Comitato Non guerra No nato. Questo il testo di adesione:

COMITATO NO-GUERRA NO-NATO DI ANCONA

DICHIARAZIONE D’INTENTI

Ci ispiriamo ai valori per cui si sono battuti i nostri avi nel Risorgimento e  nella Resistenza; e ci richiamiamo ai principi fondamentali della Costituzione.

Su queste basi promettiamo di impegnarci:

  1. PER UN’ITALIA LIBERA, INDIPENDENTE E SOVRANA.
  2. PER UNA POLITICA ESTERA ED INTERNA AUTONOMA, LIBERA DAI DIKTAT DELL’IMPERIALISMO USA E DELLA FINANZA PREDATRICE EUROPEA, MA FONDATA SUGLI INTERESSI E ASPIRAZIONI DEL POPOLO ITALIANO.
  3. PER UNA POLITICA DI PACE, AMICIZIA E RISPETTO RECIPROCO VERSO TUTTI I POPOLI.
  4. PER UN’ITALIA SENZA ARMI NUCLEARI E BASI MILITARI STRANIERE.
  5. NO ALLE INGENTI  SPESE MILITARI (80 MILIONI DI EURO AL GIORNO), MA PIU’ RISORSE PER LO SVILUPPO DELL’OCCUPAZIONE E LA TUTELA DELL’AMBIENTE.
  6. NON VOGLIAMO  GUERRE,  NON VOGLIAMO NATO.

SABATO 12 MARZO: GIORNATA NAZIONALE CONTRO L’INTERVENTO IN LIBIA, LE GUERRE , LA NATO

Marzo 10th, 2016

 <!--enpts-->nonato.jpg<!--enpte-->    Appuntamento per partecipare: Ancona piazza Roma ore 10,00.

Appello del Comitato No Guerra No Nato di Ancona:  NOI NON VOGLIAMO L’ITALIA IN GUERRA

 

NO alla Guerra, perché purtroppo siamo in uno stato di guerra, una guerra globale, su più fronti dello scacchiere internazionale, dal Medio Oriente, al Nord Africa ai Paesi dell’est europeo. In questa parte dell’Europa e dintorni è in corso la “campagna acquisti” della Nato, con la dislocazione in questi Paesi di basi militari e di armamenti atomici che costituiscono una provocazione e una minaccia diretta alla Russia e di guerra generale. Tensioni e riarmo sono in corso anche nell’area Asia/Pacifico,  dove gli Usa dispongono di una miriade di basi militari, di armamenti strategici e della più potente flotta militare del pianeta.

In Europa in particolare, le guerre causate o innescate dalla NATO nonché l’impoverimento di intere popolazioni in varie regioni del mondo anche per i cambiamenti climatici, riversano i loro “effetti collaterali” nella drammatica immigrazione di massa e gli attacchi del terrorismo islamista.

In un contesto di crisi strutturale profonda del sistema capitalista che si sovrappone alla crisi degli ecosistemi ambientali, si può precipitare facilmente in un conflitto catastrofico. Gli Usa, ossessionati dal rischio di perdere la supremazia mondiale ottenuta con la dissoluzione dell’Urss, reagiscono con uno spaventoso aumento delle spese militari - circa 5 mld di dollari al giorno, superiore a quella dei primi dieci Paesi al mondo messi insieme tra cui diversi suoi alleati -, e con l’interventismo, non solo militare, per bombardare il dittatore di turno quando non è a loro “amico”, ovvero fomentando contro“rivoluzioni colorate”, anche ricorrendo a formazioni neonaziste per veri e propri colpi di mano militari, come avvenuto in Ucraina con il putsch di piazza Maidan.

Quanto sta avvenendo in tutta l’area mediorientale, ci da la misura, di quanto pericolosa sia la fase che stiamo vivendo. Oggi ci appare più evidente, dopo l’intervento della Russia a favore del governo siriano, il disegno degli Usa/Nato e  Turchia e Arabia Saudita di finanziare e armare le bande  dell’ Isis/Daesh e Al Nusra in particolare, con l’obiettivo di modificare i rapporti di forza in quell’area strategica, e avere governi sottomessi.

NO alla guerra in Libia.  In questo quadro appare quanto mai grave l’operazione militare che la coalizione a guida USA sta conducendo  in Libia. Una nuova lunga guerra, che dopo gli effetti disastrosi di quella scatenata da Francia e Usa con l’Italia al seguito per rovesciare Gheddafi nel 2011,  rischia di rinfoltire i ranghi dell’Isis, invece che indebolirlo, esponendo il nostro paese a ritorsioni terroristiche e offende il diritto fondamentale dei popoli a scegliersi essi stessi il proprio governo. Il pressing dell’Amministrazione USA,  con il “miraggio” della guida italiana delle operazioni, vuole spingere un incerto Governo Renzi a rompere gli indugi per andare alla guerra, ciò che va contrastato ed impedito.

NO alla Nato, che da vecchio strumento della cosiddetta “guerra fredda”  nell’area dell’Atlantico del Nord (anno di costituzione 1949), ha cambiato unilateralmente la sua “missione” nel corso degli anni ’90, facendosi braccio operativo militare della politica dell’imperialismo USA protesa al dominio mondiale. Trasformazione già evidenziata con la prima e la seconda guerra del Golfo - invasione dell’Iraq per abbattere il governo di Saddam, accusato falsamente di possedere armi di distruzione di massa - e con la guerra per lo smembramento della Jugoslavia. La Nato è così diventata una “santa Alleanza” per intervenire fuori dei territori dei paesi membri, e con questo “Nuovo concetto strategico”, si autorizza ad intervenire militarmente, per ragioni di sicurezza globale, economica, energetica e migratoria, quando, come e dove vogliono di Stati Uniti.

Le basi Nato al di fuori degli USA, in violazione della sovranità di numerosi paesi,  sono circa 900, solo in Italia oltre un centinaio. Solo gli USA dispongono oggi di uno strumento proiettato al dominio militare, in violazione dello spirito e della carta delle Nazioni Unite.

La Nato non serve a proteggere il nostro Paese, ma al contrario può farne anche una base di attacco con bombardieri B61-12  armati con le nuove bombe nucleari a guida di precisione ed esporre il nostro territorio a riposte ritorsive, anche nucleari.

Tutto questo potrebbe accadere, un giorno, a “nostra insaputa”, senza preavviso, forse solo un minuto prima, con una breve comunicazione telefonica al nostro Presidente della Repubblica o del Consiglio. La verità è che però noi lo sappiamo, e non possiamo più nasconderci dietro l’alibi dell’ignoranza. Lo sappiamo e abbiamo il dovere di reagire e contrastare questo scenario da incubo e lottare oggi: per l’uscita dell’Italia dalla Nato, per un’Italia libera dalle basi militari Nato e Usa, per una Italia sovrana e neutrale, con una politica estera che rispetti  l’articolo 11 della nostra Costituzione, per una Europa indipendente che contribuisca allo sviluppo di relazioni internazionali improntate alla pace, al rispetto reciproco, alla cooperazione economica e alla giustizia sociale.

Le “deforme” costituzionali e la legge elettorale antidemocratica

Febbraio 10th, 2016

<!--enpts-->locandina-costituzione.jpg<!--enpte--> Lo stravolgimento dell’ordinamento costituzionale diretto a privare la rappresentanza politica del fondamento della sovranità popolare è l’ultimo tassello di un disegno teso al superamento della democrazia repubblicana.

La revisione della Carta costituzionale prevede infatti che il Senato diventi un organo elettivo di secondo grado, composto da persone nominate dai Consigli regionali, così come avviene ora per le Province. Da un lato non vengono rimossi gli organi dei quali si è lamentata l’eccessiva onerosità e dall’altro vengono sostituiti con soggetti privi di legittimazione democratica attraverso il voto. Inoltre si prevede un rafforzamento dei poteri del Presidente del Consiglio dei Ministri, con la chiara volontà di accentrare i poteri in mano ad una persona “sola”. Tali “deforme” costituzionali fanno il paio con la legge elettorale, viziata da profonde illegittimità: dalla violazione del regolamento parlamentare, alla norma sul premio di maggioranza del tutto stratosferico, dalla lesione del diritto al voto uguale, libero, diretto e personale, fino alla illegittimità della norma sulle candidature multiple e sui capilista scelti dai segretari dei partiti. Il ricorso contro la legge elettorale davanti al Tribunale di Ancona ha visto fissata la prima udienza al 21 marzo 2016, giudice dott.ssa Sonia Piermartini.

Il relatore Felice C. Besostri è avvocato, già docente di Diritto pubblico comparato all’Università statale di Milano, ricorrente contro la legge elettorale c.d. “porcellum”, coordinatore ricorsi anti-italicum.

                                                  Coordinamento democrazia costituzionale Provincia Ancona