PDCI-Ancona

il Blog dei comunisti italiani, sezione “Tina Modotti”

ANPI, ARCI E CGIL PER LA DIFESA DELLA COSTITUZIONE E IL NO AL REFERENDUM

Settembre 10th, 2016

<!--enpts-->img_4948.JPG<!--enpte-->  Una manifestazione partecipata e combattiva quella del 9 settembre in Ancona, in cui il segretario nazionale dell’Anpi Carlo Smuraglia, con lo spirito della sua giovinezza di combattente partigiano, ha riaffermato e motivato l’impegno contro lo stravolgimento della Costituzione e per il NO al referendum. Analogamente ha fatto per l’Arci la segretaria nazionale Francesa Chiavacci, e così pure si è espresso con convinzione l’ex presidente della Regione Marche Vito D’Ambrosio che ha coordinato l’iniziativa. In questi giorni è scesa in capo anche la Cgil, schierando i lavoratori contro un provvedimento  non certo a caso e disinteressatamente apertamente sostenuto dalla Confindustria.

L’Anpi, ha sostenuto il Presidente,  è un’Associazione autonoma antifascista che democraticamente ha discusso e deciso la propria posizione al congresso nazionale e nel Comitato nazionale con voto unanime e solo tre astenuti, una posizione coerente con le battaglie passate e con la missione dell’Associazione di difendere e diffondere i valori della Resistenza, che trovano corrispondenza nella Costituzione, rispetto alla quale ciò che si dovrebbe fare non è cambiarla, ma attuarla.

L’idea di fondo che muove il disegno delle modifiche costituzionali del presidente del Consiglio Renzi, in combinazione con quelle già delineate della legge elettorale, mira ad affermare il potere dell’uomo solo al comando, facendo venire meno i contrappesi vitali in un sistema democratico e colpendo alla radice il principio e la sostanza della sovranità popolare.

“Schierarsi in difesa della Costituzione è un obbligo che ci deriva dallo Statuto”, ha affermato il presidente Smuraglia,  e nessuno accusò l’ANPI di trasformarsi in partito quando scese in campo contro la legge truffa  nel 1953, o quando fece altrettanto contro il Governo di Tambroni, appoggiato dai fascisti, nel 1960, o in occasione dell’analogo referendum del 2006 sotto il governo Berlusconi.

Gli attacchi vergognosi all’Anpi e al suo presidente, che  sono stati portati dagli organi di stampa della Confindustria e dalla finanza euro-anglo-americana, come pure i tentativi di delegittimazione dei senatori del PD e del nuovo direttore dell”’Unità” Staino, autore di una vignetta vergognosa,  invece di indebolire e dividere l’Associazione ne hanno rafforzato  l’unità e la determinazione.

“Ho una vita alle spalle, cui nessuno dovrebbe mancare di rispetto”, ha affermato il presidente Smuraglia.

E sulla Costituzione è un dovere di tutti i cittadini democratici impegnarsi e battersi con ogni mezzo perché se ne conservino lo spirito ed i valori.

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IL PRESIDENTE NAZIONALE DELL’ANPI CARLO SMURAGLIA AD ANCONA VENERDI 9 SETTEMBRE PORTO ANTICO ORE 17.30: “PER QUESTA NOSTRA BELLA COSTITUZIONE” NO ALLO STRAVOLGIMENTO. INTERVENGONO VITO D’AMBROSIO E FRANCESCA CHIAVACCI, PRESIDENTE NAZIONALE ARCI

Settembre 8th, 2016

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NO GUERRA NO NATO: 7 SETTEMBRE INIZIATIVA AD ANCONA

Agosto 28th, 2016

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APPELLO PER DIRE

NO ALLE BOMBE NUCLEARI IN ITALIA

 

Considerato che

- secondo i dati forniti dalla Federazione degli Scienziati Americani (FAS), gli Usa mantengono oggi 70 bombe nucleari B61 in Italia di cui 50 ad Aviano (Pordenone) e 20 a Ghedi-Torre (Brescia) e che, come documenta la stessa U.S. Air Force, tali bombe saranno molto presto sostituite, non solo in Italia, ma anche in altri Paesi Nato dell’Europa, con bombe nucleari di nuova generazione B61-12, con sistema di guida che permette lo sganciamento dai modernissimi Jet con capacità stealth (cioè quasi invisibili ai radar), a notevole distanza dall’obiettivo e pertanto per tali caratteristiche particolarmente adatte per un attacco nucleare di sorpresa (first strike nucleare).

-  foto satellitari pubblicate dalla FAS e poi riportate da alcuni media e organi di informazione mostrano che sono già in stato avanzato i lavori di adattamento degli attuali depositi per tali bombe e non solo ad Aviano e Ghedi, ma anche in altre basi Usa e Nato del nostro Paese, il quale tra l’altro non solo mette a disposizione il nostro territorio, ma che anche piloti ed aerei italiani (i Tornado nella fattispecie), vengono addestrati all’uso di tali armi nucleari.

- ciò facendo, l’Italia viola il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari firmato nel 1969 e ratificato nel 1975, il quale all’art. 2 stabilisce:

Ciascuno degli Stati militarmente non nucleari, che sia parte del Trattato, si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, né il controllo su tali armi e congegni esplosivi, direttamente o indirettamente”.

 

I proponenti e firmatari del presente Appello

chiedono ai cittadini e alle Assemblee elettive di Comuni, Regioni e Parlamento di pronunciarsi e  impegnare il Governo a rispettare il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari e, attenendosi a quanto esso stabilisce, far si che siano rimosse dagli Stati Uniti, nel più breve tempo, le armi nucleari ovunque e a qualsiasi titolo presenti nel territorio italiano e non sia consentito installarvi le nuove bombe B61-12 ed altre eventuali armi nucleari.

BOLOGNA 26 GIUGNO 2016 è nato il nuovo PARTITO COMUNISTA ITALIANO

Giugno 28th, 2016

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Dal 24 al 26 giugno scorsi si è tenuta vicino Bologna l’Assemblea Nazionale Costituente che invertendo la dispersione a sinistra e avviando concretamente  la  riunificazione dei comunisti di varie provenienze ed esperienze in un processo che resta aperto ad ulteriori future adesioni ha deciso di dare vita  al nuovo PARTITO COMUNISTA ITALIANO. Al Congresso hanno portato il loro caloroso saluto internazionalista accolti dall’ovazione  dei delegati il Segretario del Partito Comunista di Siria, l’Ambasciatore di Cuba che ha letto anche un messaggio del Partito Comunista Cubano, l’Ambasciatore del Vietnam a nome del Partito Comunista Vietnamita, e sono pervenuti vari altri messaggi a testimonianza che il Movimento Comunista Internazionale è una realtà viva e presente nel mondo contemporaneo,  in prima fila con i lavoratori, contro l’imperialismo e  contro le guerre. 

Al termine dei lavori il Congresso ha approvato le tesi programmatiche, lo statuto ed eletto il comitato centrale. Quest’ultimo nella prima riunione tenuta subito dopo il Congresso, ha eletto  il Segretario Nazionale,  nella persona del compagno MAURO ALBORESI, già segretario regionale dell’Emilia-Romagna del Pcd’I.

Si può vedere l’intervento del compagno Alboresi a conclusione dei lavori dell’Assemblea nazionale Costituente comunista 

su:  https://www.youtube.com/watch?v=GWqA3_6Bja0     

o cercando:

Assemblea nazionale Costituente comunista. San Lazzaro di Savena 24-25-26 giugno 2016

LA LEZIONE CHE CI VIENE DA GRAMSCI. UN CONTRIBUTO IN 8 PUNTI ALLA DISCUSSIONE DELLA COSTITUENTE COMUNISTA

Maggio 25th, 2016

di Ruggero Giacomini

1. Che rapporto dobbiamo avere noi – comunisti italiani del XXI secolo - con la tradizione del partito comunista italiano, nato col primo congresso a Livorno nel 1921 e finito per autoscioglimento col XX congresso a Rimini nel 1991?

Io credo che noi abbiamo il diritto e il dovere di recuperare questa tradizione e non lasciarla nelle mani del PD a cui per altro pesa sempre di più. Quali che siano stati i limiti e gli errori del Pci – e ce ne sono stati che altrimenti non si sarebbe lasciato suicidare, e vanno perciò analizzati e corretti -, tuttavia, e anche questo è un fatto, il PCI in quanto tale non era utilizzabile per un passaggio di campo come quello che i dirigenti che ne hanno promosso lo scioglimento volevano fare, e ha dovuto essere rimosso.

Il PCI cioè

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RICOSTRUIRE IL PARTITO COMUNISTA: IL CONGRESSO PROVINCIALE DI ANCONA

Maggio 24th, 2016

Si terrà sabato 4 giugno a Castelferretti piazza Albertelli 3  con inizio alle ore 15.30 il Congresso provinciale di Ancona della Costituente comunista. Interviene la compagna Claudia Rosati, PRC di Firenze, che terrà le conclusioni. Relazione di apertura di Fabio Pasquinelli, segretario provinciale  PCdI. Partecipano gli iscritti PCdI 2015,  i compagni del PRC e quanti hanno aderito e sono interessati al processo per ricostruire in Italia un unico e forte PARTITO COMUNISTA.

CONGRESSO NAZIONALE PER LA RICOSTRUZIONE DEL PCI: I DOCUMENTI

Maggio 18th, 2016

Sul sito dell’Associazione per la ricostruzione in Italia del Partito comunista sono pubblicati e a disposizione i documenti per il Congresso nazionale, sulla base dei quali si svolgeranno tra fine maggio e i primi di giugno i congressi territoriali in cui saranno eletti i delegati. Partecipano al processo costituente e ai congressi gli iscritti al Pcd’I del 2015,  la componente  del Prc  che pure ha aderito, militanti senza partito che già partecipano o vogliono partecipare al processo unitario, che resta comunque un processo aperto.

Si tratta del documento politico, in forma di tesi; della proposta di statuto; del regolamento. Per leggere, consultare, scaricare:

La Costituente Comunista

I TANTI PERCHE’ PER DIRE BASTA GUERRE E NO ALLA NATO

Maggio 8th, 2016

Si è tenuto il 2 maggio scorso presso la ex sala del Consiglio comunale l’incontro promosso dal Comitato “No Guerra No Nato” di Ancona, a cui ha partecipato Giulietto Chiesa, giornalista professionista già corrispondente da Mosca de “l’Unità” e de “La Stampa” e dei principali canali televisivi, e oggi direttore e commentatore di PandoraTV, il quale di fronte a un pubblico numeroso e attento ha sviscerato le tante falsità dell’informazione manipolata sulle guerre in corso e quelle più gravi che si preparano e che vedono protagonisti gli USA e la NATO, con la piena connivenza dell’Europa. L’incontro è stato aperta dalla compagna Loretta Boni, che ha presentato il Comitato da poco costituito, che si ispira ai valori della Costituzione e della Resistenza per un’Italia libera dalle basi militari straniere, indipendente e sovrana.

Il portavoce del Comitato Sandro Belfiore ha illustrato i tanti perché per dire NO GUERRE NO NATO, e quindi per aderire al Comitato e sostenerlo.  Riportiamo qui di seguito il suo intervento, ed immagini dell’iniziativa.

La registrazione  della manifestazione curata da Carlo Cardarelli,  con l’intervento integrale di Giulietto Chiesa, si può vedere su    https://www.youtube.com/watch?v=PUQb1TqsNQI

I perché, per dire basta guerre, dovrebbero essere ovvi, scontati, eppure io credo che purtroppo, la maggior parte delle persone, si illuda, è convinta, che le guerre non ci riguardino più di tanto, che esse siano abbastanza lontane e che alla fin fine l’importante è che non ci sia la guerra in “casa nostra”.

Niente di più drammaticamente sbagliato, la realtà è che siamo già, in uno stato di GUERRA, una guerra globale, condotta sul piano militare, in diversi Paesi ed Aree del mondo, in Siria, in Iraq, nello Yemen, nell’area Medio Orientale, nel Nord Africa (in particolare in Libia, ove si profila un nuovo intervento della coalizione occidentale, compresa l’Italia ?… non lo sappiamo, certo è che le pressioni Usa in tal senso sono molto forti), più recentemente anche nell’area Caucasica, ove è ripreso il conflitto tra Armenia e Azerbaigian per la contesa della regione del Nagorno Karabakh.

Dall’altra parte del mondo, nell’area del Pacifico ed in particolare nel Mar Cinese meridionale, ove è in atto un confronto diretto tra la Cina da una parte   e Stati Uniti e Giappone dall’altra, per il controllo e la sicurezza di quell’area, che sin’ora, ha visto spadroneggiare la 7.ma flotta degli Stati Uniti.

In Europa, per la seconda volta, dalla fine della II^ Guerra mondiale (la prima è stata la guerra nella ex Jugoslavia 1991-1995), ad essere presa di mira è stata l’Ucraina, prima con la primavera colorata di arancione, poi con il colpo di mano paramilitare del Maidan a Kiev, del febbraio 2014 (dopo 3 mesi di scontri). A seguito di questo rovesciamento illegale, fomentato, finanziato ed armato dagli Usa e dall’Europa, scoppia il conflitto nelle Regioni del sud-est ucraino, nel Donbass (regioni di Donetsk, Luhansk e Kharkiv), una guerra con migliaia di morti, in gran parte tra la popolazione civile, che si oppone al governo di Kiev e che resiste ai battaglioni nazistoidi e ben armati dalla Nato e per la quale i mass media occidentali non versano lacrime.

In altri Paesi del continente europeo, dai Paesi baltici a quelli dell’area balcanica, è in corso una “campagna acquisti” promossa direttamente dagli Usa, per allargare la Nato sino ai confini della Russia, costruendo così una minacciosa cintura, disseminata di basi militari e sistemi di armamento di ogni tipo, compreso quello nucleare.

Per non parlare di ciò che avviene in Sud America, da ultimo il Brasile, con evidenti operazioni di destabilizzazione ai danni di tutti quei governi non allineati ai voleri della potenza americana e della finanza internazionale.

In tutte queste guerre e in questi fronti, di conflitto e tensione, è sempre presente “la lunga mano” degli Stati Uniti, impegnati a stabilire o a ristabilire la propria influenza, la propria supremazia economica, finanziaria e militare e per ridisegnare un “nuovo ordine mondiale”, sotto il controllo politico di una élite, privata, non eletta, di potenti, espressione di un sistema, quello capitalista, che in realtà mostra sempre più evidenti i segni di un inesorabile decadimento.

In questo quadro, la piena sovranità degli Stati è un ostacolo da eliminare, essa non può che essere limitata alla “ordinaria amministrazione del condominio” e dove i diritti sociali e politici devono essere scardinati con ogni mezzo, compreso quello di alimentare guerre tra poveri e tensioni sociali indotte dal fenomeno della immigrazione di massa.

La guerra, quindi, come risposta alla crisi di sistema (crisi ambientale, energetica, economica, sociale, demografica), che viene preparata e condotta a tutti i livelli, culturale, psicologico, mediatico e sociale, cosi come su quello più propriamente militare, con l’aumento esponenziale delle spese militari e di armamenti sempre più terrificanti e distruttivi), così come su quello degli assetti geopolitici.

La guerra, che oltre a produrre i suoi drammatici effetti diretti, le distruzioni violente, i massacri delle popolazioni, ecc…, produce, combinata con le crisi ambientali, anche i suoi effetti “collaterali”, ma non meno drammatici, le povertà di massa, le migrazioni bibliche, con la disgregazione di intere economie e comunità (siccità – v. vaste zone dell’India - alluvioni, inquinamento delle acque, dei mari e dei suoli…).

Le peggiori forze reazionarie, i terrorismi di matrice fondamentalista e religiosa, i rigurgiti neonazisti e razziali, sono conseguenze e al tempo stesso strumento per raggiungere questi nefasti obiettivi.

Il Comitato NO GUERRA NO NATO di Ancona, si è costituito per informare e per contrastare queste pulsioni guerrafondaie, per scuotere le coscienze dei cittadini, per denunciare la complicità dei governi europei e del governo italiano, nei confronti di questo stato di cose e di questa politica.

Per questo è fondamentale costruire un vasto e forte movimento per l’uscita dell’Italia dalla NATO, perché la NATO è lo strumento principale dell’interventismo e delle politiche aggressive degli Stati Uniti, per un’Italia libera dalla presenza delle basi militari statunitensi (oltre 100), che comprendono circa 70 ordigni nucleari, recentemente ammodernati con “bombe intelligenti” (B61-12) che lanciate dai più moderni jet (anche dai Tornado italiani), possono essere lanciate da 100 km di distanza dai bersagli e teleguidate sugli stessi. Si tratta di armi progettate con lo scopo lanciare il primo e distruttivo attacco nucleare, se questo dovesse accadere (a quel punto dovremmo appellarci solo a Dio..) sarebbe inevitabile la ritorsione sulle nostre teste.

Per un’Italia quindi sovrana e neutrale, per una politica estera basata sull’art. 11 della Costituzione che contribuisca a relazioni improntate alla pace, al rispetto reciproco, alla giustizia economica e sociale.

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ANCONA 25 APRILE IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE NATA DALLA RESISTENZA

Aprile 25th, 2016

Un lungo corteo ha caratterizzato la tradizionale ricorrenza del 25 aprile oggi  in Ancona, a cui hanno partecipato le autorità, l’Anpi, ex partigiani e giovani antifascisti,  e in cui oltre la commemorazione e il ricordo dei caduti per la liberazione dal nazifascismo è stato manifestato l’impegno per la difesa e l’attuazione della Costituzione lasciataci in eredità  dalla Resistenza,  contro le manipolazioni e gli stravolgimenti  dei vecchi e nuovi reazionari e del governo.

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REFERENDUM 17 APRILE: PARTECIPIAMO E VOTIAMO SI

Aprile 6th, 2016

A pochi giorni dal referendum del 17 aprile  la gran parte dei cittadini non sa ancora che si vota e per cosa si deve votare.

La Regione Marche che pure è tra le Regioni che hanno promosso il referendum tace.

Il Governo  prono agli interessi dei petrolieri fa disinformazione.

Renzi contro la legge invita a non votare:  preferisce  come a suo tempo Craxi che si vada al mare.

DOBBIAMO INVECE MOBILITARCI   E ANDARE A VOTARE

VOTIAMO  SI

 

- Perché devono prevalere gli interessi dei cittadini e non quelli dei petrolieri

- Per salvaguardare il mare e l’economia del mare, la pesca e il  turismo risorse essenziali del paese

- Per difendere la salute

- Perché  sversamenti di petrolio provocherebbero disastri irrimediabili

- Perché le compagnie petrolifere  che trivellano sono per lo più straniere e vendono all’estero   - come la TOTAL che esporta il petrolio della Basilicata – ed  è  falso  che trivellando si contribuisce  al fabbisogno energetico nazionale.

SI   DOMENICA 17 APRILE

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