PDCI-Ancona

il Blog dei comunisti italiani, sezione “Tina Modotti”

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RICORDIAMO LA SETTIMANA ROSSA

Venerdì, Dicembre 6th, 2013

Dal 7 al 13 giugno 1914: fu la “settimana rossa”, il più grande movimento di lotta che mai si fosse visto fino ad allora in Italia, iniziato e concluso ad Ancona. Sono passati tanti anni e noi facciamo un passo indietro nel tempo per ricordare quell’avvenimento, anche perché lì sono le radici profonde e tuttora vive dell’Ancona popolare e solidale, antimilitarista e internazionalista, alimento della resistenza al fascismo e della lotta di liberazione, e poi delle lotte democratiche dell’Italia repubblicana fino ai nostri giorni.

                                              Martedì 10 dicembre 2013 ore 17,00

                                                        Ancona – via Astagno 10

A pochi mesi dal 100° anniversario della SETTIMANA ROSSA, evento rivoluzionario ancora vivo nell’immaginario popolare, il Centro Culturale Marchigiano “La Città Futura” promuove un incontro di introduzione all’anno centenario, con la partecipazione degli autori anconetani di due libri appena usciti sull’argomento:

Mariano Guzzini, Tempo rosso. Cent’anni fa, per una settimana

Massimo Papini, Ancona e il mito della Settimana rossa

editi da affinità elettive

Intervengono lo storico Ruggero Giacomini e la giornalista editrice

Valentina Conti.

<!--enpts-->ricordiamo-la-settimana-rossa.jpg<!--enpte-->  Qui di seguito pubblichiamo la canzone popolare nata da quell’evento:

Il fatale sette giugno,

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“BELLA CIAO” E’ NATA FORSE NELLE MARCHE

Venerdì, Novembre 22nd, 2013

Riprendiamo da “il bollettino” delle sezioni Anpi di Arcevia, Cerreto d’Esi, Fabriano, Sassoferrato, Serra San Quirico, novembre 2013, n.3, appena uscito per la cura di Alvaro Rossi, pp. 52-4, questo articolo di Ruggero Giacomini:

“BELLA CIAO” NELLA RESISTENZA MARCHIGIANA

Scrivendo il libro Una donna sul monte di cui già si è parlato in questo “Bollettino”, avevo incontrato una interessante testimonianza del generale in pensione Elio Ricciardi, che in una Lettera al Presidente del Centro Studi Arceviesi , pubblicata sulla rivista “Studi arceviesi”, 2009, n.6, pp. 189-91, ricordava lui bambino sfollato in Arcevia  con la famiglia, e che alla liberazione i patrioti della Maiella entrando nella cittadina  “cantavano Bella ciao. ”  Notando la cosa  in una nota p.129 osservavo che era “improbabile che i partigiani abruzzesi la conoscessero”.  La considerazione mi era suggerita dalla letteratura su “Bella ciao”,  di cui vari esperti si sono occupati. Nella raccolta dei  Canti della Resistenza italiana, di A.Virgilio Savona e Michele L. Straniero, presentando il “canto italiano di argomento partigiano più popolare” si dice che “presumibilmente Bella ciao non fu mai cantata durante la guerra partigiana, ma nacque nell’immediato dopoguerra” (Bur, Milano 1985, p. 74).  In una ricerca più recente Stefano Pivato, attuale rettore dell’Università di Urbino, precisa che “la circolazione di Bella ciao durante la Resistenza risulta circoscritta alle zone di Montefiorino, nel Reggiano, e dell’alto bolognese, oltre a quelle delle Alpi Apuane e del Reatino. Cantata pochissimo – e comunque tardivamente – fu in zone del Nord Italia come Piemonte, Lombardia e Friuli” (S.Pivato, Bella ciao. Canto e politica nella storia d’Italia, Laterza, Bari 2005, p. 183).

Resto tuttora scettico sulla precisione del ricordo di Ricciardi per quanto riguarda il riferimento ai partigiani della Majella, anche perché non se ne fa cenno in nessuna delle numerose memorie dei protagonisti né in quelle di coloro che ebbero contatti prima e dopo con i partigiani abruzzesi.

Devo invece rettificare quanto finora noto, in quanto sulla scorta di nuova documentazione reperita risulta che “Bella ciao” è stata cantata anche tra i partigiani delle Marche.

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SU ENRICO BERLINGUER… CONVERGENZE PARALLELE!

Martedì, Agosto 9th, 2011

La notizia è di quelle che turbano e fanno riflettere, come sintomo di  un male più diffuso e grave. Viene da San Martino Siccomario, un paese alle porte di Pavia. Un paio di anni fa il PD che aveva la sede intitolata a Berlinguer ha deciso –imbarazzato da una eredità ideale non più condivisa -  di cambiargli il nome e di dedicarla a… Beniamino Andreatta! «Doveva essere una sede diversa dai vecchi Ds e Margherita – dichiara alla “Provincia Pavese” (6 agosto 2011) Giuseppe Villani, consigliere regionale PD – era stata scelta una persona non legata a schemi del passato». Beniamino Andreatta, parlamentare  e ministro democristiano di lungo corso, non legato a schemi del passato!?!?! Ma ci stiamo seri?!? Ora la Giunta comunale di centrodestra  ha deciso – trovando imbarazzante il quotidiano riferimento alla diversità morale - di cambiare il nome  di piazza Berlinguer  (che fu così intitolata dopo un referendum popolare) – in piazza unità d’Italia! Piccoli uomini che cercano con mezzucci di rimuovere la memoria tuttora viva nel cuore di tanti italiani, di un grande comunista e di un grande italiano che per primo osò denunciare la corruzione in cui le forze dominanti stavano sprofondando il paese e sollevò la questione morale come grande questione politica.Non fu seguito e le cose sono al punto che vediamo. E’ anche nel ricordo di Berlinguer e per  riaprire una via d’uscita dalla situazione immonda in cui ci hanno cacciati, che è riaperta in Italia la questione comunista ed è in campo già avviato il processo della ricostruzione di un forte unitario PARTITO COMUNISTA, aperto agli uomini e le donne con rigore morale, senso della giustizia e buona volontà.

LA FALSIFICAZIONE DEI DOCUMENTI STORICI PER FINI POLITICI

Sabato, Ottobre 23rd, 2010

Il deputato del Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR) Viktor Ilyujin, vicepresidente del Comitato per lo Sviluppo Costituzionale della Duma e avvocato onorario della Russia, ha denunciato durante la sessione plenaria di giugno della Duma la falsificazione su grande scala degli archivi sovietici.

Ilyujin ha chiesto l’istituzione di una Commissione di inchiesta per far luce una volta per tutte sull’eccidio di Katyn e ha proposto di introdurre nel codice penale russo il reato di falsificazione e frode degli archivi storici. Ecco quanto ha affermato nel suo discorso il deputato: Leggi tutto il post »

SULLA GLOBALIZZAZIONE IMPERIALISTICA, RICORDANDO GEORGES LABICA

Martedì, Febbraio 24th, 2009

Georges Labica, grande filosofo marxista francese, è morto il 14 febbraio scorso all’età di 79 anni. E’ stato fino alla fine un comunista critico e controcorrente, antimperialista impegnato e appassionato, capace sempre di indignarsi contro l’oppressione dei popoli e l’ingiustizia sociale e di lottare instancabilmente per la libertà di tutti gli uomini. Quindici anni fa era stato nelle Marche per un convegno su “Lenin e il Novecento”, promosso dal Centro Culturale “La Città futura”, e aveva tenuto una relazione su “Lenin, lo Stato, la dittatura e la democrazia” (ora in Lenin e il Novecento, a cura di R. Giacomini e D. Losurdo, La Città del Sole). Per ricordare il suo lavoro, pubblichiamo uno scritto di grande attualità.

La globalizzazione “fase suprema” dell’imperialismo

di  Georges Labica

L’imperialismo, fase suprema del capitalismo. Saggio popolare, pubblicato in opuscolo nell’aprile 1917, venne scritto, come ricorda Lenin nella prefazione, a Zurigo nella primavera del 1916 Leggi tutto il post »

Giù le mani da Antonio Gramsci

Domenica, Dicembre 28th, 2008

di Ruggero Giacomini

Il cieco furore anticomunista ha portato Piero Melograni all’aberrante tesi che il fondatore del PCI sarebbe stato avvelenato dai sovietici o si sarebbe suicidato. Leggi tutto il post »

LO SBARRAMENTO E’ ILLIBERALE E ANTIDEMOCRATICO

Sabato, Maggio 17th, 2008

Il disastroso risultato elettorale della Sinistra Arcobaleno ha fatto dimenticare che l’assenza, per la prima volta dopo la dittatura fascista, dei comunisti e della sinistra dal Parlamento italiano non è dovuta solo al risultato elettorale, ma anche alla presenza di una legge elettorale fatta di porcate, tra cui la porcata più grave di tutte è lo sbarramento al 4%. Leggi tutto il post »

La vacanza che uccise Gramsci

Mercoledì, Agosto 22nd, 2007

 

di Ruggero Giacomini<!--enpts-->gramsci.jpg<!--enpte-->
Pubblicato su “la Rinascita della sinistra” n.31 del 2 agosto 2007

La mattina del 25 aprile 1937 l’ufficio del tribunale di sorveglianza di Roma rilasciò la dichiarazione per cui, concluso il periodo della libertà condizionata, Gramsci non doveva più essere sottoposto a misure di sicurezza.

Ancora quel giorno due agenti e un commissario stazionavano nell’ingresso della clinica Quisisana di Roma dove era ricoverato, e  Gramsci non aveva cessato di fatto di essere recluso. Quella stessa sera fu colpito dall’“emorragia cerebrale”, per cui poco più di 24 ore dopo sarebbe morto. La coincidenza è obbiettivamente inquietante, Mussolini aveva sempre escluso che Gramsci potesse ritornare alla libertà senza capitolazione politica. Olga Gramsci, figlia di Giuliano, ha raccontato che la zia Tania non credeva nella versione ufficiale e sospettava un “avvelenamento”; e di tale dubbio c’è un’eco nell’articolo commemorativo che allora scrisse  Palmiro Togliatti.

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Una famiglia di troppo

Giovedì, Giugno 14th, 2007

Pubblicato su “La Rinascita della Sinistra” n23 del 7 giugno 2007<!--enpts-->benito.jpg<!--enpte-->

di Ruggero Giacomini

L’attaccamento della destra alla famiglia cristiana fondata sul matrimonio indissolubile è un mito fondato sulla ipocrisia, con risvolti tragici per quanto riguarda l’origine nel fondatore del fascismo, e farseschi negli attuali esponenti del centro-destra. Costoro gridano alla “dissoluzione” morale e sociale che precipiterebbe se passasse un’idea della famiglia e del matrimonio un po’ più ampia e laica rispetto a quella delle gerarchie della chiesa, atteggiandosi a strenui campioni del modello familiare da queste proposto, come se nessuno conoscesse le loro storie private di matrimoni dissolti, coppie di fatto, separazioni e divorzi: che potrebbero restare, come sono, fatti privati, se essi non pretendessero di ergersi a giudici e dare lezioni di morale e religione. Leggi tutto il post »

1953: La truffa elettorale

Giovedì, Giugno 14th, 2007

Da “La Rinascita della sinistra” n.15 di maggio 2007<!--enpts-->riforma_elettorale.jpg<!--enpte-->

Di Ruggero Giacomini

Oggi si cerca da più parti di rivalutare la “legge truffa” del 1953 e conseguentemente di svalutare la grande battaglia democratica che ne impose il fallimento, e se ne deduce una incoerenza dei comunisti e una “occasione perduta”. Lo ha fatto anche Sergio Romano sul Corriere della Sera. L’argomento è che i comunisti, sostenitori da sempre del principio democratico della rappresentanza proporzionale accettano tuttavia oggi il premio di maggioranza per consentire la governabilità, mentre allora vi si opposero strenuamente. Ma è un falso. La legge truffa non aveva e non ha niente a che vedere con la governabilità. Leggi tutto il post »