PDCI-Ancona

il Blog dei comunisti italiani, sezione “Tina Modotti”

Archivi per Maggio, 2008

NOTIZIE DAL NEPAL

Giovedì, Maggio 29th, 2008

ieri, alle 11 del mattino, l’assemblea costituente si e’ riunita per la prima volta. 601 candidati, 200 donne circa, presenti i rappresentanti di tutte le etnie, tutte le religioni, tutte le culture del nepal.

ieri e’ stato e sempre sara’, d’ora in poi, per il nepal, il giorno della repubblica. 28 maggio.

ieri il nepal e’ stato dichiarato una repubblica democratica, indipendente, laica, federale ma indivisibile.

ieri, un fiume di gente con la bandiera rossa si e’ riunita e ha festeggiato e bevuto e cantato tutta la notte. sono stati proclamati 3 giorni di festa nazionale. Leggi tutto il post »

30 Maggio 2008: non mancare!

Venerdì, Maggio 23rd, 2008

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LO SBARRAMENTO E’ ILLIBERALE E ANTIDEMOCRATICO

Sabato, Maggio 17th, 2008

Il disastroso risultato elettorale della Sinistra Arcobaleno ha fatto dimenticare che l’assenza, per la prima volta dopo la dittatura fascista, dei comunisti e della sinistra dal Parlamento italiano non è dovuta solo al risultato elettorale, ma anche alla presenza di una legge elettorale fatta di porcate, tra cui la porcata più grave di tutte è lo sbarramento al 4%. Leggi tutto il post »

NON PER QUESTO SIETE STATI VOTATI, SIGNORI…

Mercoledì, Maggio 14th, 2008

Molti elettori di sinistra hanno votato PD alle ultime elezioni perché non vincesse Berlusconi, credendo effettivamente nel possibile “raggiungimento” e “sorpasso” continuamente preannunciati da Veltroni. Non certo perchè Berlusconi potesse governare senza opposizione. Accade ora che Veltroni e il PD uniscano i loro agli applausi della Destra a Berlusconi e si dichiarino pronti ad accordarsi con la destra per cambiare la Costituzione, e si dichiarino contro la libertà di informazione. Leggi tutto il post »

LA VOGLIA IRREFRENABILE DI UN’INFORMAZIONE SOTTOMESSA

Martedì, Maggio 13th, 2008

Liberale, liberista, libertaria quando si tratta delle proprie vicende giudiziarie e dei propri interessi, autoritaria, censoria, liberticida verso chi si permette di criticare e dissentire: questa è la destra italiana raccolta attorno a Berlusconi, resa più arrogante dalla mancanza di una vera opposizione.

L’attacco normalizzatore non si è fatto attendere. Allora fu l’editto bulgaro contro Biagi e Santoro, poi spudoratamente anche negato. Questa volta il pretesto è Travaglio, l’obiettivo, come allora, costringere all’autocensura l’intero mondo RAI. Leggi tutto il post »

COMUNISTE E COMUNISTI cominciamo da noi

Martedì, Maggio 6th, 2008

Pubblichiamo il testo dell’appello “COMUNISTI UNITI ricostruire a sinistra”.

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Potete firmare l’appello on line collegandovi al sito nazionale www.comunistiuniti.it

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Dopo il crollo della Sinistra Arcobaleno, ci rivolgiamo ai militanti e ai dirigenti del Pdci e del Prc e a tutte le comuniste/i ovunque collocati in Italia

Siamo comuniste e comunisti del nostro tempo. Abbiamo scelto di stare nei movimenti e nel conflitto sociale.

Abbiamo storie e sensibilità diverse: sappiamo che non è il tempo delle certezze.

Abbiamo il senso, anche critico, della nostra storia, che non rinneghiamo; ma il nostro sguardo è rivolto al presente e al futuro. Non abbiamo nostalgia del passato, semmai di un futuro migliore.

Il risultato della Sinistra Arcobaleno è disastroso: non solo essa ottiene un quarto della somma dei voti dei tre partiti nel 2006 (10,2%) - quando ancora non vi era l’apporto di Sinistra Democratica - ma raccoglie assai meno della metà dei voti ottenuti due anni fa dai due partiti comunisti (PRC e PdCI), che superarono insieme l’8%. E poco più di un terzo del miglior risultato dell’8,6% di Rifondazione, quando essa era ancora unita.

Tre milioni sono i voti perduti rispetto al 2006. E per la prima volta nell’Italia del dopoguerra viene azzerata ogni rappresentanza parlamentare: nessun comunista entra in Parlamento.

Il dato elettorale ha radici assai più profonde del mero richiamo al “voto utile”, tra cui risaltano la delusione estesa e profonda del popolo della sinistra e dei movimenti per la politica del governo Prodi e l’emergere in settori dell’Arcobaleno di una prospettiva di liquidazione dell’autonomia politica, teorica e organizzativa dei comunisti in una nuova formazione non comunista, non anti-capitalista, orientata verso posizioni e culture neo-riformiste. Una formazione che non avrebbe alcuna valenza alternativa e sarebbe subalterna al progetto moderato del Partito democratico e ad una logica di alternanza di sistema.

E’ giunto il tempo delle scelte: questa è la nostra

Non condividiamo l’idea del soggetto unico della sinistra di cui alcuni chiedono ostinatamente una “accelerazione”, nonostante il fallimento politico elettorale. Proponiamo invece una prospettiva di unità e autonomia delle forze comuniste in Italia, in un processo di aggregazione che, a partire dalle forze maggiori (PRC e PdCI), vada oltre coinvolgendo altre soggettività politiche e sociali, senza settarismi o logiche auto-referenziali.

Rivolgiamo un appello ai militanti e ai dirigenti di Rifondazione, del PdCI, di altre associazioni o reti, e alle centinaia di migliaia di comuniste/i senza tessera che in questi anni hanno contribuito nei movimenti e nelle lotte a porre le basi di una società alternativa al capitalismo, perché non si liquidino le espressioni organizzate dei comunisti ed anzi si avvii un processo aperto e innovativo, volto alla costruzione di una “casa comune dei comunisti”.

Ci rivolgiamo:

- alle lavoratrici, ai lavoratori e agli intellettuali delle vecchie e nuove professioni, ai precari, al sindacalismo di classe e di base, ai ceti sociali che oggi “non ce la fanno più” e per i quali la “crisi della quarta settimana” non è solo un titolo di giornale: che insieme rappresentano la base strutturale e di classe imprescindibile di ogni lotta contro il capitalismo;

- ai movimenti giovanili, femministi, ambientalisti, per i diritti civili e di lotta contro ogni discriminazione sessuale, nella consapevolezza che nel nostro tempo la lotta per il socialismo e il comunismo può ritrovare la sua carica originaria di liberazione integrale solo se è capace di assumere dentro il proprio orizzonte anche le problematiche poste dal movimento femminista;

- ai movimenti contro la guerra, internazionalisti, che lottano contro la presenza di armi nucleari e basi militari straniere nel nostro Paese, che sono a fianco dei paesi e dei popoli (come quello palestinese) che cercano di scuotersi di dosso la tutela militare, politica ed economica dell’imperialismo;

- al mondo dei migranti, che rappresentano l’irruzione nelle società più ricche delle terribili ingiustizie che l’imperialismo continua a produrre su scala planetaria, perchè solo dall’incontro multietnico e multiculturale può nascere - nella lotta comune - una cultura ed una solidarietà cosmopolita, non integralista, anti-razzista, aperta alla “diversità”, che faccia progredire l’umanità intera verso traguardi di superiore convivenza e di pace.

Auspichiamo un processo che fin dall’inizio si caratterizzi per la capacità di promuovere una riflessione problematica, anche autocritica. Indagando anche sulle ragioni per le quali un’esperienza ricca e promettente come quella originaria della “rifondazione comunista” non sia stata capace di costruire quel partito comunista di cui il movimento operaio e la sinistra avevano ed hanno bisogno; e come mai quel processo sia stato contrassegnato da tante divisioni, separazioni, defezioni che hanno deluso e allontanato dalla militanza decine di migliaia di compagne/i. Chiediamo una riflessione sulle ragioni che hanno reso fragile e inadeguato il radicamento sociale e di classe dei partiti che provengono da quella esperienza, ed anche gli errori che ci hanno portati in un governo che ha deluso le aspettative del popolo di sinistra: il che è pure all’origine della ripresa delle destre. Ci vorrà tempo, pazienza e rispetto reciproco per questa riflessione. Ma se la eludessimo, troppo precarie si rivelerebbero le fondamenta della ricostruzione. Il nostro non è un impegno che contraddice l’esigenza giusta e sentita di una più vasta unità d’azione di tutte le forze della sinistra che non rinunciano al cambiamento. Né esclude la ricerca di convergenze utili per arginare l’avanzata delle forze più apertamente reazionarie. Ma tale sforzo unitario a sinistra avrà tanto più successo, quanto più incisivo sarà il processo di ricostruzione di un partito comunista forte e unitario, all’altezza dei tempi. Che - tanto più oggi - sappia vivere e radicarsi nella società prima ancora che nelle istituzioni, perché solo il radicamento sociale può garantire solidità e prospettive di crescita e porre le basi di un partito che abbia una sua autonoma organizzazione e un suo autonomo ruolo politico con influenza di massa, nonostante l’attuale esclusione dal Parlmento e anche nella eventualità di nuove leggi elettorali peggiorative.

La manifestazione del 20 ottobre 2007, nella quale un milione di persone sono sfilate con entusiasmo sotto una marea di bandiere rosse coi simboli comunisti, dimostra – più di ogni altro discorso – che esiste nell’Italia di oggi lo spazio sociale e politico per una forza comunista autonoma, combattiva, unita ed unitaria, che sappia essere il perno di una più vasta mobilitazione popolare a sinistra, che sappia parlare - tra gli altri - ai 200.000 della manifestazione contro la base di Vicenza, ai delegati sindacali che si sono battuti per il NO all’accordo di governo su Welfare e pensioni, ai 10 milioni di lavoratrici e lavoratori che hanno sostenuto il referendum sull’art.18.

Auspichiamo che questo appello – anche attraverso incontri e momenti di discussione aperta - raccolga un’ampia adesione in ogni città, territorio, luogo di lavoro e di studio, ovunque vi siano un uomo, una donna, un ragazzo e una ragazza che non considerano il capitalismo l’orizzonte ultimo della civiltà umana.

Care compagne, cari compagni,

Lunedì, Maggio 5th, 2008

di Maurizio Formica, segretario Federazione provinciale PdCI

Testo integrale della Relazione al Comitato Federale del 28 aprile 2008


Care compagne, cari compagni

francamente non è facile trovare un aggettivo da unire a “sconfitta” per rendere la realtà del risultato delle elezioni di due settimane fa. Leggi tutto il post »