PDCI-Ancona

il Blog dei comunisti italiani, sezione “Tina Modotti”

Archivi per Maggio, 2011

NOTTE ROSSA, ANCONA NON DORME

Mercoledì, Maggio 11th, 2011

<!--enpts-->6-5-11-147b.JPG<!--enpte-->  Volentieri pubblichiamo questo contributo inviatoci dal compagno Marcello Pesarini sulla lotta degli operai Fincantieri.

Lo sciopero del 6 maggio ha avuto un significato speciale per Ancona e per le Marche. La Fincantieri, il vecchio arsenale, ha consegnato il suo ultimo lavoro il 2 maggio. Ora tutti i lavoratori, 500 più l’indotto, sono fermi. Per i più garantiti è cassa integrazione a zero ore, per gli altri peggio. Dopo 170 anni dalla fondazione, dopo anni di tentativi da parte della Fincantieri di nascondere la crisi economica italiana, che è fatta anche di mancanza di progettazione, di riconversione di una economia a senso unico, dopo il tentativo di quotazione in borsa, gli operai non mollano. Giovedì sera ci hanno riuniti davanti ai cancelli dei cantieri, tristemente vuoti, luogo di volantinaggio e comizi volanti per tanti di noi, e per tanti segretari della sinistra, hanno organizzato con l’aiuto dei compagni della CGIL, del PRC di Jesi, di Arancia metalmeccanica, di tanti altri, stand di panini, vino rosso, porchetta. La città, una parte non ancora sconfitta di lei, era presente. Questa volta non abbiamo cercato ricette, né previsto orizzonti. Siamo stati insieme, con quelli che hanno collaborato negli scorsi mesi, con i migranti cui la FIOM  ha cercato di scaricare per ultimi il peso della crisi delle commesse, con chi non crede a sigle che salvino tutto, ma solo ai fatti ed alla solidarietà di chi non indietreggia. La città attraversa una grave momento, non ha un governo, i servizi sociali ed il privato sociale rischiano di finire schiacciati di fronte alle emergenze, di fronte al suo ruolo di accoglienza di fronte all’immigrazione, non c’è una risposta unificante. Gli operai del cantiere, il vecchio arsenale, ci hanno dato una risposta: unità. Il giorno seguente hanno appeso, nel culmine dello sciopero, il loro striscione sul palazzo del Comune, martedì inizieranno i martedì della collera, “come i maghrebini”, hanno detto. Grazie, compagne e compagni.

ANCONA FERMA PER LO SCIOPERO GENERALE

Venerdì, Maggio 6th, 2011

In migliaia in corteo oggi per lo sciopero generale proclamato dalla Cgil, coi lavoratori del cantiere navale in testa, che al termine della giornata di lotta hanno issato uno striscione nel palazzo comunale per richiamare l’attenzione e la solidarietà della città sulla più grave crisi della grande storica industria marchigiana.Partito da piazza Ugo Bassi, il corteo – a cui hanno partecipato lavoratori del porto e di tutte le principali aziende della provincia, pensionati e lavoratori precari, militanti dei centri sociali e dei collettivi studenteschi ed erano presenti con le bandiere della pace i comunisti – è approdata davanti allo stabilimento della Fincantieri, dove hanno parlato lavoratori, studenti, donne, sindacalisti. Molto sentiti e fortemente applauditi l’intervento di una giovane precaria della prefettura e di Pierpaolo Pullini, della RSU del cantiere navale.Qui la notte prima si era tenuta una bella manifestazione di lotta e solidarietà promossa dalla Fiom col motto MAI DOMI, e che continuerà con appuntamenti davanti ai cancelli della fabbrica tutti i martedì finché non ripartirà il lavoro.  La mancanza di commesse allo storico Cantiere Navale di Ancona è l’emblema di una situazione generale di crisi che non cessa, ma si aggrava. Il governo del bunga bunga manca di una qualsiasi politica industriale e nazionale, asservito a Stati Uniti e Francia nella politica economica e nella politica estera. L’opposizione parlamentare si dimena impotente e inconcludente, preoccupata di non contrariare  la Confindustria della Marcegaglia o l’Obama bombardiere della Libia: una politica di cui sono espressioni fallimentari l’industriale Calearo già capolista del PD in Veneto e salvatore di Berlusconi con gli Scilipoti dipietristi, e  la posizione iper-bombardista sulla Libia.Lo sciopero generale indica una via diversa, possibile e certamente più produttiva: quella della unificazione e dello sviluppo della protesta sociale contro le politiche antipopolari del governo.Lo sciopero di oggi non deve perciò esaurirsi nella pur sacrosanta protesta, ma diventare il punto di partenza per una nuova fase di lotte generalizzate e di sviluppo del movimento sociale e democratico di opposizione, capace di far sentire tutto il suo potenziale già nei referendum di giugno, contro il ritorno al nucleare, per l’acqua bene di tutti e per la giustizia uguale per tutti.<!--enpts-->6-5-11-107b.JPG<!--enpte-->  <!--enpts-->6-5-11-116b.JPG<!--enpte-->  <!--enpts-->6-5-11-134b.JPG<!--enpte-->