PDCI-Ancona

il Blog dei comunisti italiani, sezione “Tina Modotti”

Archivi per Novembre, 2011

IN RICORDO DI BRUNO BRAVETTI

Lunedì, Novembre 28th, 2011

E’ scomparso domenica scorsa Bruno Bravetti, scrittore e giornalista, compagno di molte battaglie nel partito comunista, poi nel Pds e infine liberamente disincantato nella sinistra democratica, spirito critico e  aperto. Di lui ricordiamo particolarmente l’impegno antimperialista di dirigente nazionale dell’Associazione di amicizia e sostegno  del Nicaragua sandinista,  un’esperienza di liberazione contrastata e soffocata  dall’ imperialismo nord-americano, ma che ha contribuito con l’esempio sempre vivo di Cuba all’attuale riscatto di buona parte del continente latino-americano.  Esprimiamo alla compagna della sua vita e ai familiari le ns. sentite condoglianze e pubblichiamo uno scritto in ricordo dell’amico Mariano Guzzini che ne ha condiviso più a lungo il percorso.

“Si è già scritto parecchio sul Bruno Bravetti portavoce del sindaco, giornalista, organizzatore di eventi internazionali, e “uomo del dialogo” tra quanti avessero a che fare con palazzo del popolo negli anni nei quali rappresentò un approdo sicuro per quanti domandassero ascolto nei corridoi del secondo piano (quelli che vanno dall’ufficio del sindaco alla sala della giunta e a quella del consiglio).

Ma Bruno Bravetti viene da molto più lontano. Leggi tutto il post »

CONSEGNATE AL SINDACO DI ANCONA LE FIRME SULL’EX LANCISI

Giovedì, Novembre 24th, 2011

<!--enpts-->consegnafirme-exlancisi-049.JPG<!--enpte--><!--enpts-->consegnafirme-exlancisi-24-11-11.JPG<!--enpte-->            Questa mattina presso la Sede del municipio una delegazione del Comitato  per l’uso sociale dell’ex Lancisi intitolato ad “A. Paolinelli” - di cui si vedono nelle foto i compagni Silverio Silvestri e Stefania Settimi (PdCI), Franco Tiraboschi (Psi) ed Enrico Massera (Prc) -    ha proceduto alla consegna delle firme dei cittadini di Ancona che hanno sottoscritto la petizione affinché sia mantenuta all’immobile dell’ex ospedale la destinazione socio-sanitaria e sia destinato a strutture  e servizi per anziani e disabili, di cui Ancona è gravemente sprovvista. Questo il testo della petizione sottoscritta da 2.500 cittadini :  

“I sottoscritti cittadini del Comune di Ancona chiedono al Sindaco della città ed al presidente della Regione Marche di impegnarsi affinché la destinazione d’uso dell’edificio ex Ospedale “Lancisi” di Via Baccarani non venga cambiata e l’edificio sia destinato ad una RSA (Residenza Sanitaria Assistita) e RP (Residenza Protetta) con un centro diurno, un hospice, un centro diagnostico polispecialistico e di primo intervento, per dare un’urgente e adeguata risposta alla cronica mancanza di posti letto e servizi per anziani  e disabili nel Comune di Ancona.” 

Le firme sono state ricevute direttamente dal Sindaco, a cui è stata consegnata anche la seguente lettera:

   “Caro Sindaco, ormai da tempo questo Comitato Le sta segnalando la situazione precaria in cui versano gli anziani anconetani.  Leggi tutto il post »

BERLUSCONI, CRAXI, MUSSOLINI… CHE COSA LI ACCOMUNA

Lunedì, Novembre 14th, 2011

Dal compagno Giacomo riceviamo  una riflessione interessante sulla caduta di Berlusconi e altre cadute…  che volentieri pubblichiamo:

A vedere la folla urlante davanti al Quirinale appellare, l’ormai ex presidente del consiglio, ‘buffone buffone’ , molti osservatori hanno richiamato alla mente le monetine lanciate a Craxi davanti all’ Hotel Raphael e la folla inferocita che si accaniva sul cadavere di Mussolini a Piazzale Loreto. Diverse sono le manifestazioni della rabbia popolare … proporzionate al danno fatto al paese e alla ‘caratura’ dei personaggi. Mussolini è un tragico buffone che ha portato l’Italia alla Tragedia … Berlusconi è un ridicolo buffone che ha portato l’Italia al ridicolo.

Ma su una cosa io vedo una similitudine tra questi tre tristi personaggi della nostra storia e il modo con cui vengono ricordati

Leggi tutto il post »

BERLUSCONI E’ CADUTO, E’ UNA VITTORIA IMPORTANTE, MA LA LOTTA CONTINUA

Sabato, Novembre 12th, 2011

Dopo vent’anni dalla sua “discesa in campo”, Silvio Berlusconi – il farsesco ammiratore ed emulo di Benito Mussolini -   si è dimesso, spinto da quegli stessi poteri dominanti che lo avevano sostenuto e se ne erano serviti: confindustria, capitale finanziario, vaticano. Lascia un paese devastato da anni di politica fondata sull’odio anticomunista antioperaio e antipopolare, sullo squadrismo mediatico e le sfrontate bugie, la corruzione diffusa e l’illegalità protetta, i privilegi assicurati ai potenti e la propria impunità. C’è gioia nel popolo in questo passaggio, e preoccupazione. Gioia per la caduta dell’arrogante pagliaccio che nessuno ci invidia. Preoccupazione perché resta pericoloso il berlusconismo, e perché il programma che guida la successione è “la guerra continua”: l’attuazione della lettera di Berlusconi alla BCE.   Non c’è dubbio che a spingere finanza, industriali e vertici clericali a scaricare il loro uomo sia stata la preoccupazione per il crescente e potente movimento di lotta, con gli operai sempre più stretti attorno alla Fiom, gli scioperi e le manifestazioni della Cgil, i movimenti di massa dei giovani precari, delle donne, degli studenti… un crescere di partecipazione culminato nel successo dei referendum e in particolare di quello sull’acqua che ha mandato un segnale chiaro e netto contro le privatizzazioni e liberalizzazioni, di difesa e riappropriazione dei beni comuni, di ricostruzione di una proprietà pubblica e di ruolo dello stato nell’economia. Una linea alternativa, per fronteggiare e superare da sinistra la crisi capitalistica. Per questo la caduta di Berlusconi è da ascrivere tra i successi del movimento operaio e popolare, ma la lotta deve continuare. E’ evidente infatti che il governo che gli succede non nasce per attuare il programma di cui  ci sarebbe bisogno, ma ad esso è affidato il compito di salvaguardare i risultati acquisiti in questi anni dal profitto e dalla rendita  – 8 punti di PIL sottratti in Italia in 12 anni ai salari secondo i calcoli della Banca dei regolamenti internazionali – e di attuare le direttive di “macelleria sociale” della Banca centrale europea. Festeggiamo dunque per “la caduta del tiranno”, ma con la consapevolezza che i poteri che hanno comandato con Berlusconi sono ancora là a dettare le decisioni, che essi vogliono far pagare ancora al popolo i costi della crisi di cui sono responsabili. Bisogna perciò organizzarsi unirsi e rafforzarsi per difendersi dai minacciati provvedimenti antipopolari e costruire il più rapidamente possibile le condizioni, attraverso il passaggio necessario di nuove elezioni, di un governo di svolta democratica.  Per affrontare e superare la crisi dal lato degli interessi dei lavoratori e del paese.

SE C’E’ UN ESUBERO IN FINCANTIERI… E’ L’AMMINISTRATORE DELEGATO

Venerdì, Novembre 11th, 2011

<!--enpts-->foto0026.jpg<!--enpte--><!--enpts-->foto0026.jpg<!--enpte-->

Un fraterno e caloroso applauso di solidarietà ha accolto all’assemblea cittadina riunita alle Muse per il cantiere,  l’arrivo di una nutrita rappresentanza  della Best di Montefano, dove il padrone multinazionale americano - esemplare di quella che è la punta avanzata del capitalismo -  ha portato via nottetempo di nascosto come un topo di appartamento i macchinari e cambiato le serrature, lasciando all’improvviso 127 operai e rispettive famiglie senza lavoro e senza futuro.

Nel giorno coincidente col 94° anniversario della Rivoluzione d’Ottobre,  lunedì 7 novembre al teatro delle Muse gremito di lavoratori e cittadini la città di Ancona si è stretta attorno agli operai in difficoltà e alla lotta in Fincantieri per la ripresa del lavoro e la salvaguardia dell’occupazione respingendo i 180 “esuberi” su  580 dipendenti  di cui si vorrebbe sbarazzare l’amministratore delegato Bono,  rimangiandosi promesse e impegni di cui si era fatto bello in occasione della visita del papa e mentre occorrono duemila operai per costruire la nave assegnata. Pur essendo a capitale pubblico, la politica della direzione di Fincantieri non differisce da quella del capitale privato, di colpire sempre e solo gli operai, nonostante sia noto che comprimere il costo del lavoro che costituisce una parte minima del costo complessivo non migliora affatto la competitività.

Dall’assemblea a cui è intervenuto anche il vescovo, garante morale delle promesse fatte dalla direzione aziendale di fronte al papa, sono emersi i limiti della politica  regionale della seconda giunta Spacca segnata dalla presenza dell’Udc acquiescente e compiacente rispetto alle scelte padronali e aziendali. Ancor più grave l’assenza a livello nazionale di una politica industriale, con la dirigenza di imprese come Fincantieri a capitale pubblico lasciata a se stessa e divenuta un COSTOSO ESUBERO che  fa scudo alla propria incompetenza con l’alibi della crisi. Di particolare rilievo per la conoscenza della situazione  a livello internazionale  l’intervento del prof. Giorgio Trincas, uno di quei tecnici democratici e competenti, alleati preziosi della classe operaia in lotta per la sua emancipazione.

Sull’intervento del prof. Trincas, docente di progetto Navi all’Università di Trieste, riportiamo una nota già in parte pubblicata sul “Corriere adriatico”, ringraziando l’autore Mariano Guzzini di avercela inviata.    

MENO MALE CHE TRINCAS C’E',   di Mariano Guzzini

“Non ricordo di avere vissuto fasi semplici. Ogni occasione è sempre servita a sottolineare la straordinaria gravità del momento, al punto che ormai ci siamo abituati ai bicchieri mezzo vuoti.

Francamente anche l’appuntamento con la classe operaia del cantiere navale in lotta l’avevo considerato di routine. C’era da esprimere solidarietà, ma tutto il resto credevo di saperlo. Invece

Leggi tutto il post »

SILIDARIETA’ ALL’ASSOCIAZIONE POLISPORTIVA “ASSATA SHAKUR”

Venerdì, Novembre 4th, 2011

Il Partito dei Comunisti Italiani esprime piena solidarietà all’associazione Polisportiva “Assata Shakur” per la grave, inopportuna e sbagliata iniziativa della Questura di Ancona e del Comitato regionale della FIGC - Lega Nazionale Dilettanti.

La Polisportiva “Assata Shakur” è un’importante realtà del nostro territorio, che, grazie al lavoro volontario di tanti ragazzi, e tra questi Alessio Abram, da anni si batte per l’educazione allo sport e l’integrazione tra cittadini nativi e cittadini migranti. La sospensione coattiva dell’attività sportiva dell’associazione antirazzista anconetana è illegittima ed in quanto tale detta decisione deve essere immediatamente revocata.

Ancora più grave e pericolosa è l’indebita iniziativa della Questura di Ancona, la quale ha espresso considerazioni superficiali e potenzialmente lesive della reputazione dell’associazione e dei relativi legali rappresentanti.

La militante antirazzista Assata Shakur, infatti, si è battuta coraggiosamente per i diritti degli afroamericani negli Stati Uniti d’America, contro le ingiuste discriminazioni, il pesante sfruttamento e la durissima repressione subiti dai reduci dello schiavismo. E’ stata ingiustamente condannata dalla giustizia “bianca” e per questo, una volta evasa dal carcere, ha ricevuto asilo politico a Cuba.

Tuttavia l’iniziativa della Questura è ancor più preoccupante dal punto di vista dell’indipendenza nazionale della Repubblica Italiana, in quanto si fa riferimento ad una determinazione della FBI che non è un organo costituzionalmente riconosciuto e non gode di alcun riconoscimento da parte dell’ordinamento giuridico nazionale.

Dopo la manifestazione del 15 ottobre, funestata da violenze intollerabili da parte di alcuni gruppi organizzati e caratterizzata dalla repressione indiscriminata di forze dell’ordine allo sbando, le quali hanno caricato indiscriminatamente i manifestanti con i blindati ed hanno impedito la regolare conclusione nella piazza regolarmente e legittimamente occupata dai manifestanti, stiamo assistendo ad una gravissima strategia della tensione orchestrata a vari livelli dalle agenzie governative. Dopo le provocatorie allusioni al terrorismo di esponenti del governo Berlusconi, in tutto il territorio ed anche nella nostra provincia si è attivata una vera e propria “caccia al terrorista”, che ha visto l’ingiusta vittimizzazione di centri sociali e singoli militanti anarchici.

Il Partito dei Comunisti Italiani è vigile più che mai sul rispetto della legalità costituzionale, da chiunque essa venga messa in discussione, consapevole che in ogni epoca storica ed in ogni parte del mondo alla depressione economica i governi hanno associato la repressione penale dei movimenti sociali, artificiosamente avvalorata dalla costruzione scientifica della strategia della tensione.

Fabio Pasquinelli

Segretario del PdCI - Federazione Provinciale di Ancona