PDCI-Ancona

il Blog dei comunisti italiani, sezione “Tina Modotti”

Archivi per Dicembre, 2011

ASSEMBLEA ORGANIZZATIVA REGIONALE DELLA FGCI DELLE MARCHE

Giovedì, Dicembre 22nd, 2011

<!--enpts-->img_3158.jpg<!--enpte--><!--enpts-->img_3153.jpg<!--enpte-->  

Sabato 17 Dicembre,  si è tenuta presso la sala A.N.P.I. di Ancona l’assemblea organizzativa regionale della Federazione Giovanile Comunisti Italiani – Marche. All’incontro è intervenuto Giampiero Cesario dell’Esecutivo Nazionale, responsabile scuola della FGCI. Ha tenuto la relazione introduttiva il compagno Francesco Interlenghi della Federazione di Fermo, che è poi stato eletto Coordinatore Regionale della FGCI – Marche. Leggi tutto il post »

TOTEM E TABU DEL MINISTRO FORNERO E DEL GOVERNO

Mercoledì, Dicembre 21st, 2011

Il ministro Fornero alla domanda del giornale della Confindustria se si può “toccare l’art.18 dello statuto dei lavoratori” ha risposto che “non ci sono totem”: cioè nella riforma del lavoro nell’interesse dell’impresa tutto può essere rivisto. L’unico TOTEM  davanti a cui si pongono in adorazione il suddetto ministro e il governo Monti, come prima Berlusconi, è L’INTERESSE DELLA GRANDE FINANZA E DEL GRANDE CAPITALE.

E i loro TABU’, come dimostra la manovra appena fatta sono le tassazioni dei GRANDI PATRIMONI, l’aumento dell’Irpef per gli ALTI REDDITI già beneficiati di enormi riduzioni in questi anni, I CAPITALI ESPORTATI ILLEGALMENTE IN SVIZZERA, DI CUI NON SI VUOLE SAPERE A CHI APPARTENGANO PER NON DOVERLI TASSARE, I BENI DEI CORROTTI CHE NON SI VOGLIONO ESPROPRIARE, L’ICI ALLA CHIESA CHE NON SI VUOLE FAR PAGARE, LE SPESE MILITARI CHE NON SI VOGLIONO TAGLIARE.

NON SONO TOTEM E TABU

Leggi tutto il post »

FINCANTIERI: LA QUESTIONE E’ POLITICA

Martedì, Dicembre 20th, 2011

 

Ridurre la questione FINCANTIERI alla trattativa sugli esuberi significa nascondersi la vera questione politica che riguarda le prospettive di sviluppo futuro dell’azienda.

In questi anni, ma soprattutto durante questa crisi i lavoratori hanno capito che gli accordi al ribasso del tipo prospettato da Fincantieri non salvaguardano il lavoro futuro per nessuno e abbassano le tutele per tutti.

Il problema vero è quale piano industriale esiste se ce n’è uno.. in questa direzione la Regione avrebbe  un ruolo da svolgere con il Ministro Passera evidenziando il vuoto progettuale e l’incompetenza dell’amministratore delegato Bono e chiamando al confronto sindacati e lavoratori per una prospettiva nazionale complessiva.

La FIOM rappresenta la coscienza più alta delle questioni in campo,  e attaccarla facendo proprie le posizioni dell’amministratore delegato rivolte a produrre divisioni e discriminazioni tra i lavoratori, come fanno Lucchetti e ora anche Ucchielli, è  non solo una vigliaccata, ma una posizione da irresponsabili, ove si abbia davvero a cuore la sopravvivenza del cantiere e il futuro  produttivo di Ancona e delle Marche.

Loretta Boni, Segretaria PdCI Ancona

 

ANCHE IL TAR HA BOCCIATO IL VOLTAGABBANA FILIPPINI

Domenica, Dicembre 18th, 2011

Andrea Filippini, famoso in Ancona  per aver preceduto l’IDV Scilipoti nella tecnica del salto della quaglia trasformista, ha mobilitato principi del foro della capitale per poter recuperare attraverso il ricorso al  Tar  la poltrona di presidente del Consiglio comunale  in cui voleva restare incollato, nonostante il consesso lo avesse   democraticamente destituito e sostituito. Il Tar lo ha bocciato senza remissione, con le seguenti motivazioni in sentenza:

“FATTO

1. Con il ricorso introduttivo, l’avv. Filippini ha impugnato la deliberazione n. 62/2011, con la quale il Consiglio Comunale di Ancona ha disposto nei suoi confronti la revoca dalla carica di presidente del Consiglio medesimo, mentre con i motivi aggiunti ha impugnato la successiva deliberazione n. 63/2011, con la quale la carica in argomento è stata conferita alla controinteressata Perticaroli…

DIRITTO

1. Il ricorso e i motivi aggiunti vanno respinti, sia con riguardo alla domanda impugnatoria che a quella risarcitoria… Leggi tutto il post »

CARCERE, UN PARENTE LONTANO

Mercoledì, Dicembre 14th, 2011

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Parlare di carceri è come parlare di qualche parente lontano che si vorrebbe stesse bene, per metterci a posto la coscienza, ma che si spera non chieda mai il nostro aiuto. Come nel caso di quel parente lontano Ancona, la nostra città, ha due carceri  che non conosce, Montacuto e Barcaglione, ma che ogni tanto vengono a bussare alla nostra porta, e se ce ne interessassimo un po’ forse vedremmo il problema meno insopportabile.

Nella scorsa settimana una ventina di detenuti ( i primi  tredici  avrebbero innescato la protesta dando fuoco alle bombolette di gas, usate per cucinare, all’interno di sette celle della casa circondariale) hanno dato luogo ad una denuncia delle condizioni di sovraffollamento in cui, “normalmente”, essi vivono. Se 440 persone, di cui 53% extracomunitari, abitano le celle programmate per 178 di loro, meglio non stanno i loro colleghi del resto delle Marche, distribuiti su 8 case circondariali, di reclusione ed una mandamentale, nella quantità di 1170 su 750 programmate. Ma la gravità dell’episodio di Ancona sta proprio nella sua ordinarietà, che nasconde una forma di malgoverno voluto e perpetrato. Da ricettacolo delle classi meno abbienti e meno istruite, come era negli anni del primo dopoguerra, l’istituzione carcere, che per la stessa Costituzione italiana è l’estrema scelta nel cammino della prevenzione del crimine e nella riabilitazione di chi ha commesso reati (vedi articolo 27) , attraverso il nuovo Codice Penale del 1975 e la legge Gozzini sulle misure alternative (legge 663 del 1986) aveva risentito della ventata di diritti seguita alle lotte operaie e studentesche, e si  era per un periodo avviata a diventare  una “città nelle città”. Ma a seguito della restrizione dei diritti in nome della “sicurezza”, con l’approvazione della legge Bossi-Fini, della Fini-Giovanardi della Cirielli, gli istituti di pena italiani hanno di nuovo abdicato a quella funzione “rieducativa” in luogo di un crescente sovraffollamento che neanche l’indulto del 2006, che aveva liberato 26.000 detenuti su 65.000, ha risolto.

La punizione di reati amministrativi (Bossi-Fini) o legati ai piccoli consumatori di droghe, o l’accanimento della recidiva della Cirielli, che ha riportato in carcere persone che finalmente erano libere  per “rivalutazione” di reati precedenti, dimostrano una  tensione razzista  e liberticida dei governi, che invece di mitigare le paure nella popolazione, le accresce. Poniamoci allora un  quesito: dov’è la sinistra, l’altra risposta alla crisi, nel mondo della giustizia? C’è, ed in abbondanza, e chi ha cercato di capire cosa succedesse dietro alle sbarre ed ai muri ha scoperto un mondo nuovo, avvincente, utile a sopravvivere ed in molto casi anche a vivere. Anni ed anni di volontariato, della sinistra e del mondo cattolico, ha costruito nelle Marche la Conferenza Regionale Volontariato Giustizia, che nel 2001 fece si che la Regione stringesse un patto con il Ministero della Giustizia chiamato Protocollo d’Intesa, che nel 2006 nascesse il Centro Regionale Mediazione Penale e che nel 2008 una legge quadro, ispirata dal lavoro di gruppo di volontari, medici, psicologi, persone del mondo del diritto, capace di regolamentare compiti ed impegni delle istituzioni e del terzo settore verso il “mondo a quadretti”. Ma il crescente impegno anche economico, da 150.000 euro a 800.000 in circa 10 anni, da parte della Regione non è sufficiente se è lo stesso Stato a fare scelte opposte e contrarie, rendendo vane anche quelle attività, lavorative, formative, ludiche e scolastiche che faticosamente si immettono nei penitenziari.

La prima azione che proporrei, fossi governante per un giorno, sarebbe di fare uno scambio di vita fra cittadini e detenuti, anche per una settimana, per responsabilizzare gli uni e gli altri. Al termine della settimana, chiederei le loro impressioni e proposte al merito. Ne riparleremo.

Marcello Pesarini – Antigone - Osservatorio permanente sulle

SOLIDARIETA’ AL SEGRETARIO FIOM GIUSEPPE CIARROCCHI

Lunedì, Dicembre 12th, 2011

<!--enpts-->sciopero12-1211-003.JPG<!--enpte--> Nel giorno dello sciopero generale - nella foto il corteo partito dal cantiere -  la notizia del “Carlino” di un biasimo ufficiale e una sospensione di sei mesi  dagli organismi Cgil inflitti al  segretario regionale della Fiom Giuseppe Ciarrocchi per futili motivi rattrista e  preoccupa. Rattrista che un compagno come Ciarrocchi di cui tanti di noi hanno potuto conoscere  e apprezzare in questi mesi l’impegno generoso e la passione che mette nell’organizzazione delle lotte e manifestazioni per  difendere l’occupazione nelle situazioni concrete di crisi e i diritti sempre più calpestati dei lavoratori, invece di essere incoraggiato e sostenuto dalla più grande Cgil di cui la Fiom è parte fondamentale, possa essere inquisito e sanzionato per l’uso improprio del simbolo – per altro non da parte sua -in uno scambio di mail tra dirigenti sindacali. E ci preoccupa che mentre si devono fronteggiare crisi come quelle del cantiere navale di Ancona, della Merloni di Fabriano, della Fiat di Jesi, della Best di Filottrano, per citare solo alcune gravi situazioni della nostra provincia, qualche dirigente della Cgil non sappia come impegnare più utilmente il suo tempo in ufficio piuttosto che invocare “provvedimenti” da un  “inquisitore”  fatto venire appositamente dalla Toscana, dove pure forse ci sarebbe qualche cosa di meglio da fare.  In un momento così difficile per i lavoratori riteniamo non sia ammissibile che si creino divisioni artificiose per qualche vanità e suscettibilità offesa; occorre invece tendere  tutti gli sforzi per l’unità e la solidarietà della Cgil con la Fiom e con tutti i lavoratori.

DISTRIBUITA AD ANCONA L’EDIZIONE SPECIALE DEL “FARO”

Sabato, Dicembre 10th, 2011

<!--enpts-->comunistinpiazza101211-013.jpg<!--enpte-->  <!--enpts-->comunistinpiazza101211-009.jpg<!--enpte-->   <!--enpts-->comunistiinpiazza5b.JPG<!--enpte-->     <!--enpts-->comunistinpiazza101211-021.jpg<!--enpte-->

Lo sfascio del Paese lasciato da Berlusconi richiedeva provvedimenti straordinari: si era parlato anche da parte di industriali come Della Valle di una patrimoniale inevitabile oltre il milione di euro; si prospettavano più alte aliquote Irpef per i redditi più alti, beneficiati negli anni della riduzione dal 72 al 43%; si invocava di colpire la corruzione che si stima in 60 miliardi sottratti alla pubblica amministrazione e che la prescrizione breve di Berlusconi ha reso impunita. Invece niente di tutto ciò, e Monti in piena continuità  e in  accordo con Berlusconi se la prende cinicamente e unicamente con i lavoratori e le pensioni, con il piccolo patrimonio della casa in cui si abita, con la solita povera gente… E’ CAMBIATO LO STILE RISPETTO A BERLUSCONI MA NON LA FEROCE POLITICA  ANTIPOPOLARE

Per questo i comunisti italiani  denunciano l’iniquità dei provvedimenti,  invitano alla lotta - a cominciare dalla partecipazione allo sciopero  lunedì 12 dicembre, alle assemblee nei luoghi di lavoro, alle manifestazioni in piazza e davanti alle prefetture  - per ottenere radicali cambiamenti.  Nelle foto la distribuzione ad Ancona dell’edizione  del “Faro”,  di cui riportiamo l’editoriale dedicato alla manovra:

“Al ministro Elsa Fornero sono venute le lacrime agli occhi quando doveva dire del salasso generalizzato alle pensioni dei lavoratori. Una carognata, contro chi la pensione se l’è sudata con decenni di contributi e di lavoro.

Leggi tutto il post »

RISPOSTA AL CORRIERE ADRIATICO

Venerdì, Dicembre 9th, 2011

<!--enpts-->ca7-12-11-005.jpg<!--enpte--> Il quotidiano di Ancona ha pubblicato il 7 dicembre un articolo su poco chiari maneggi tra soggetti dell’Idv e del Pd, tirando in ballo con enfasi i comunisti italiani. Ha poi riportato il 9 dicembre solo una piccola frase della risposta inviata per la sezione “Modotti” del Pdci dalla segretaria Loretta Boni. Di seguito la riproduciamo integralmente: 

“Abbiamo letto sul Corriere Adriatico di manovre e incontri che ci sarebbero state o sarebbero in corso con protagonista l’attuale commissario IDV di Falconara Filippini, il quale se avesse soddisfazione si dimetterebbe consentendo il subentro in Consiglio Comunale di un consigliere comunista.

Vogliamo precisare, perché non si ingeneri alcuna confusione tra i lettori, che non abbiamo nulla a che vedere con questi maneggi e che non siamo minimamente interessati alla crisi di astinenza da poltrone dell’ex presidente del consiglio comunale. Se gli Scilipoti anconetani dell’Idv avessero conservato un minimo di coerenza e di rispetto per se stessi e per i cittadini si sarebbero dimessi già da tempo, evitando a se stessi anche il disprezzo di Di Pietro, che ha qualificato i trasformisti  che hanno lasciato l’Idv senza dimettersi come “non uomini” e “degni dell’albero di Giuda”. Quanto alla posizione sull’Amministrazione Comunale abbiamo già espresso la nostra opinione, che è anche di tutta la federazione della sinistra, che la crisi di logoramento prodottasi in Ancona per responsabilità principale dell’IDV e per le divisioni e le pressioni esterne sul PD è giunta a un punto tale  che si debba ridare al più presto la parola agli elettori.”

E’ CAMBIATO LO STILE RISPETTO A BERLUSCONI, MA NON LA FEROCE POLITICA ANTIPOPOLARE

Lunedì, Dicembre 5th, 2011

Al ministro Elsa Fornero sono venute le lacrime agli occhi e le sono venute meno le parole quando stava per dire del salasso gneralizzato alle pensioni dei lavoratori. Una vera carognata, contro chi la pensione se l’è sudata con decenni di duro lavoro. L’ha sostituita il cinico Monti, coprendosi con  il “bel gesto” della rinuncia all’appannaggio di presidente del consiglio (dopo aver appena incamerato quello di senatore a vita). D’ora in poi ai lavoratori in pensione non verrà restituito niente della inflazione e così di anno in anno il valore delle pensioni sarà sempre di meno. Già quest’anno il taglio è del 3,4%, a tanto ammonta infatti l’inflazione da inizio anno ad oggi.
Dove sono l’equità e la giustizia sociale che si erano preannunciate? Comprensibile la soddisfazione della Confindustria e dei più ricchi.
Non viene toccata l’IRPEF sui redditi più alti, abbassata in questi anni in modo scandaloso mentre aumentavano le trattenute sui salari dei lavoratori. Quando è nata l’IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE aveva aliquote che andavano dal 10% al 72%, secondo i criteri di progressività stabiliti dalla Costituzione, per cui chi più ha più dà. Oggi, dopo anni in cui si è sostenuto che la lotta di classe era superata, l’aliquota più bassa è del 20% e quella più alta del 43%, un grasso regalo a lor signori, di  cui nulla si recupera!  Doveva esserci un’imposta sui GRANDI PATRIMONI, sopra il milione di euro, e invece grazie al veto di Berlusconi che Monti ha fatto prontamente suo,  si colpisce il piccolo patrimonio della PRIMA CASA, che molte famiglie si sono fatte con tanti sacrifici. Dello stesso segno di classe l’aumento dell’età pensionabile, l’estensione del metodo contributivo, le riforme preannunciate del mercato del lavoro per generalizzare la deregolamentazione e la precarietà generalizzate, la corruzione che continua ad essere impunita grazie alla prescrizione breve introdotta da Berlusconi e che costa 60milioni di euro. SI AGGRAVA L’INGIUSTIZIA ALL’OMBRA DELLE “LARGHE INTESE”! Sosteniamo sit-in, mobilitazioni e scioperi che in queste ore si stanno organizzando e decidendo, perché siano cancellate le iniquità presenti nel testo partorito dal Consiglio dei Ministri e sostituite con l’aumento dell’IRPEF sui GRANDI REDDITI e un’ imposta sui GRANDI PATRIMONI.

<!--enpts-->monti-berlusconi.jpg<!--enpte-->                   <!--enpts-->alfano_monti.jpg<!--enpte-->                          <!--enpts-->vauro_forneropiange.jpg<!--enpte-->

L’ASSESSORE LUCHETTI DELLA GIUNTA SPACCA-UDC SI ASSOCIA AL RICATTO DI BONO CONTRO I LAVORATORI FINCANTIERI

Lunedì, Dicembre 5th, 2011

“Esprimiamo piena solidarietà ai lavoratori di Fincantieri di fronte al grave pronunciamento dell’assessore regionale al lavoro Luchetti rappresentante della Giunta Spacca, che, invece di sostenere con forza la grande lotta per il lavoro e l’occupazione di cui sono protagonisti i lavoratori e che riguarda il futuro produttivo di Ancona e di tutta la regione, si associa al ricatto dell’amministratore delegato di Fincantieri Bono che vuole cacciare 180 lavoratori sui 580 del bacino dorico, a fronte di un’esigenza ammessa per la costruzione della prossima nave di 1.500 maestranze. Si fa propria cioè la politica di sostituire manodopera qualificata con lavoratori in appalto e subappalto, sacrificando la qualità del lavoro e la sorte dei lavoratori a una politica direzionale miope, che punta solo a colpire il costo del lavoro disinteressandosi della ricerca e del prodotto e che sta rovinando la cantieristica nazionale, in una situazione internazionale che non è di crisi ma di sviluppo del settore.Per cui se c’è un esubero di cui è urgente richiedere al governo la rimozione per manifesta e rovinosa incompetenza è proprio l’amministratore Bono.

Va invece respinto ogni tentativo di indebolire e dividere i lavoratori in un momento cruciale di questa difficile e decisiva vertenza.”

Cesare Procaccini, segretario PdCI Marche

Raffaele Bucciarelli, capogruppo FdS Assemblea regionale         

<!--enpts-->fiom-an-noi-eccedenti-voi-indecenti2.jpg<!--enpte-->