PDCI-Ancona

il Blog dei comunisti italiani, sezione “Tina Modotti”

Archivi per Giugno, 2013

BALLOTTAGGI AD ANCONA E FALCONARA

Venerdì, Giugno 7th, 2013

Domenica e lunedì si vota ad Ancona e a Falconara Marittima per scegliere il sindaco e la scelta in entrambi i casi è tra il candidato del PDL e il candidato del PD. Il fatto che queste forze collaborano oggi insieme nel governo nazionale ha annebbiato le differenze e indebolito la passione del confronto politico, offrendo spazio a chi sostiene che “non c’è differenza tra destra e sinistra”, che “i partiti sono tutti uguali”.

Enormi sono le responsabilità dei dirigenti nazionali del PD per aver alimentato e praticato l’anticomunismo e la rottura a sinistra, e per il loro connubio con Berlusconi contro gli interessi del paese e con un programma montante minaccioso della Costituzione.

Ora però si tratta non di dare un giudizio su questa politica rovinosa, ma di scegliere il Sindaco e l’indirizzo del governo locale in due città contigue e dal contesto per tanti versi comune.

A Falconara il candidato Mastrovincenzo è stato capace, in controtendenza col quadro nazionale e regionale, di unire tutte le forze della sinistra al ballottaggio e c’è la possibilità concreta nella città del museo della Resistenza di mandar via il sindaco Brandoni, cui viene l’orticaria quando sente “Bella Ciao”, e la cui politica ha significato e significa acquiescenza all’Api e cementificazione spinta del  territorio.

Ad Ancona è prevalso nel PD e nella candidata Mancinelli il senso di autosufficienza rispetto alle forze e alle ragioni della Sinistra, che unita nel sostegno al candidato Crispiani – Sel + Comunisti - ha dimostrato con circa il 10 per cento dei voti di essere una forza ragguardevole. Una forza che il risultato del voto ha collocato, comunque vada il ballottaggio, all’opposizione del prossimo governo cittadino.

Con tutto ciò, non è da prendere alla leggera ciò che significherebbe per le prospettive di Ancona dal punto di vista culturale politico e sociale la vittoria del candidato della destra; ed è sbagliato anteporre risentimenti personali e desideri  di  vendetta all’interesse generale della città.

I Comunisti come Sel sono impegnati a riorganizzarsi e lottare dall’opposizione, per costruire dal basso un’alternativa di Sinistra per il paese. Senza perdere per questo il senso delle distinzioni e considerare gli avversari un unico blocco, senza indulgere all’opinione qualunquistica del tutti uguali.

SUL PIANO DI SMOBILITAZIONE DELLA INDESIT- COMPANY

Giovedì, Giugno 6th, 2013

Il piano industriale presentato ai Sindacati dalla Indesit Company, definito pomposamente dall’azienda “Piano di salvaguardia e razionalizzazione dell’assetto in Italia” -  che prevede un taglio di 1.425 posti di lavoro sul territorio nazionale, di cui 480 unità per gli stabilimenti di Fabriano e  230 unità per quello di Comunanza - , rappresenta l’ennesimo contributo della nostra “migliore imprenditoria” alla deindustrializzazione e alla desertificazione produttiva del territorio marchigiano.

Finalmente il re è nudo e lor signori ammettono, anzi per la verità rivendicano come un proprio diritto, la scelta di delocalizzare all’estero, in paesi dove è più facile speculare sulla manodopera e risparmiare sul costo del lavoro,  intere linee di produzione. E rivendicano -  gli stessi che sono nati, cresciuti ed ingrassati grazie anche alle politiche nazionali e regionali che nei decenni hanno distribuito una imponente mole di risorse economiche e benefit vari alle imprese - il diritto di scaricare sulla collettività i costi di queste operazioni, ponendo a carico del sistema degli ammortizzatori sociali le centinaia di esuberi annunciati. E magari continuando a beneficiare, per vie diverse e spesso poco trasparenti, di finanziamenti pubblici, siano essi regionali o statali. Insomma la politica dei nostri “illuminati” industriali è sempre la stessa: privatizzare gli utili e socializzare le perdite.

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