PDCI-Ancona

il Blog dei comunisti italiani, sezione “Tina Modotti”

Archivi per Settembre, 2014

IL JOBACT DI RENZI PARLA LA LINGUA DEGLI SFRUTTATORI: ANCONA IN PIAZZA CONTRO

Lunedì, Settembre 29th, 2014

ANCONA, MERCOLEDI 1 OTTOBRE, DALLE ORE 16.00 IN PIAZZA ROMA

Manifestazione pubblica contro le politiche economiche del Governo Renzi, in difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, in difesa dell’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.


La sinistra unita chiama i cittadini, i giovani, gli studenti, le lavoratrici e i lavoratori a scendere in piazza, 
a rialzare la testa e a rispondere con la lotta al progetto di precarizzazione totale del lavoro insito nel Job Acts 
del Governo Renzi e imposto dalla Banca Centrale Europea e dall’Unione Europea.

La minaccia di procedere per decreto all’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori è solo l’ultimo attacco, in ordine di tempo, da parte del Governo Renzi al mondo del lavoro, reo di godere di diritti di civiltà conquistati con lotte e sacrifici.

Proporre la cancellazione per tre anni della norma del reintegro contro i licenziamenti senza giusta causa e sostituirla con il contratto a tutele crescenti, senza peraltro cancellare nessuna delle 46 forme di contratto precario tuttora in vigore, è una presa in giro che nemmeno i governi esplicitamente di destra che si sono susseguiti in questi ultimi 25 anni avevano mai osato.

Tutto l’impianto del job act è pericoloso e insensato, perché si basa sull’idea che si possa creare lavoro liberando i licenziamenti e cancellando i diritti ai lavoratori, facendo finta di non vedere che così si creerà solo nuova disoccupazione ed un vero e proprio disastro sociale.

Con queste scelte, il governo Renzi risponde in maniera servile alle componenti più oltranziste dell’Unione europea, che chiedono all’Italia di avviare le tanto attese riforme pro austerity, che demoliranno ulteriormente le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici.

La monetarizzazione del diritto al lavoro è una vergogna ed un arretramento culturale impressionante, a cui bisogna rispondere in maniera adeguata.

Noi crediamo che sia tempo di proclamare da parte delle forze sindacali uno sciopero generale che respinga, come già accadde nel 2002, il tentativo di cancellare una norma di civiltà quale quella contenuta nello Statuto dei Lavoratori.

Una grande mobilitazione che metta insieme il sindacato e la sinistra tutta è l’unica risposta che si può dare per riprendere a ragionare in materia di lavoro in termini seri, e non di stabilizzazione della povertà.

Facciamo appello a tutte le forze della sinistra e al sindacato, ai lavoratori e alle lavoratrici, ai giovani senza un futuro affinché si costruisca un fronte unitario che, a partire proprio dal lavoro, costruisca una idea di società diversa da quella voluta dal governo Renzi / Berlusconi / Alfano.

Non si può più aspettare, il tempo è ora!

CONTRO L’ATTACCO DEL GOVERNO RENZI AI DIRITTI  DEI LAVORATORI

SCIOPERO GENERALE !

 

<!--enpts-->simbolopdci1.jpg<!--enpte-->   <!--enpts-->simbolosel.jpg<!--enpte-->       <!--enpts-->simboloprc.jpg<!--enpte-->n<!--enpts-->simbolotsipras.jpg<!--enpte-->

 


				

ANCONA “NOTTE ROSSA”: LE PROPOSTE DI LANDINI PER RISOLLEVARE LA CONDIZIONE DEL LAVORO

Sabato, Settembre 20th, 2014

<!--enpts-->img_8348.JPG<!--enpte--> <!--enpts-->img_8347.JPG<!--enpte--> <!--enpts-->img_8349.JPG<!--enpte--> <!--enpts-->img_8350.JPG<!--enpte--> <!--enpts-->img_8351.JPG<!--enpte-->  <!--enpts-->img_8353.JPG<!--enpte-->

Non gliele  ha mandate a dire il segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini al segretario del PD e capo del governo  Matteo Renzi, intervenendo a una partecipatissima edizione della  “notte rossa” davanti al cantiere navale,  intervistato da Gabriele Polo. Se davvero “ha le palle” lo dimostri facendo quello di cui c’è bisogno:  una politica fiscale che recuperi  i soldi della corruzione e dell’evasione, stronchi il riciclaggio e l’esportazione illecita di capitali all’estero (solo questi 250 miliardi); un piano di investimenti pubblici, ineludibile se si vuole riprendere la via dello sviluppo del paese (magari finanziato  cessando la partecipazione alle “missioni”  e guerre della Nato); una politica di tutela del lavoro, che introduca il salario minimo per legge, il reddito di cittadinanza per i senza lavoro legato alla formazione,  forme protettive dei precari tipo la cassa integrazione introducendo i contributi dei datori di lavoro;  una semplificazione legislativa delle tipologie dei contratti di lavoro moltiplicatesi in questi anni di selvaggia liberalizzazione, basterebbero 4-5 contratti nazionali invece degli attuali 280; una legge per l’elezione democratica dei rappresentanti dei lavoratori titolati alla contrattazione superando così  il criticato a parole burocratismo sindacale; un rapporto di reale contestazione dei vincoli folli di bilancio dell’Europa…

Dimostri qui il “ragazzo prodigio” il suo coraggio se ce l’ha, e non prendendosela  con la sanità, le pensioni, l’articolo 18 – che tutela il lavoratore nel diritto elementare a non essere licenziato per le proprie idee – schierandosi come  i governanti precedenti con i poteri più forti contro i lavoratori.  Troppo facile, ha detto Landini con una battuta popolare efficace, “giocare con il culo degli altri”.

Ma il segretario della FIOM si è rivolto soprattutto ai giovani, presenti e assenti, ricordando che i diritti ai lavoratori non li ha regalati mai nessuno, sono stati frutto di dure lotte e sacrifici, e che non basta lamentarsi, occorre darsi da fare, unirsi, tornare a praticare forme tradizionali di lotta ed anche nuove, lo sciopero, le manifestazioni, lo sciopero a rovescio. Lo sciopero è la principale e tradizionale forma di lotta dei lavoratori, ma è preclusa per chi è disoccupato  o in cassa integrazione. Ed anche difficile da praticare per chi è precario e sotto il  continuo ricatto di non essere riconfermato nel lavoro.  E tanti sono i giovani che il lavoro non lo trovano. In passato in  situazioni analoghe, ha ricordato Landini, si sono praticati gli “”scioperi a rovescio””, ovvero lotte consistenti nel fare lavori utili, aprendo la vertenza per il loro pagamento. Oggi potrebbe essere un piano straordinario  per la manutenzione del territorio, articolato concretamente in ogni situazione.  Assumendosi il compito di rendere le nostre città migliori. Ha ricordato anche la lotta degli operai del cantiere navale, i “martedì della collera” con cui si è mantenuta in piedi la mobilitazione, riuscendo infine a far ripartire il cantiere e  riprendere il lavoro.

Che le classi siano scomparse è una bella e ingannevole  favola. Il lavoro salariato anche in Italia è aumentato, solo che è stato giuridicamente e praticamente frammentato. Una volta in un’azienda tutti avevano lo stesso contratto; oggi è rimasto unico il centro padronale di  comando, mentre i lavoratori sono  parcellizzati in tante forme di contratti:  c’è quello della categoria, ma poi l’appalto, il sub-appalto, la cooperativa, la falsa cooperativa…

Si è arrivati a una situazione insensata, una giungla di ben 280 forme di contratto, che bisogna disboscare. Ecco dunque la lotta per ottenere nuove leggi, da condurre con la mobilitazione sul piano nazionale. A tutti il segretario della FIOM concludendo ha dato appuntamento per il 18 ottobre a Roma, una manifestazione di lavoratori, per il lavoro, contro gli sciacalli, DA FARE INSIEME GRANDE.