PDCI-Ancona

il Blog dei comunisti italiani, sezione “Tina Modotti”

Archivi per Maggio, 2016

LA LEZIONE CHE CI VIENE DA GRAMSCI. UN CONTRIBUTO IN 8 PUNTI ALLA DISCUSSIONE DELLA COSTITUENTE COMUNISTA

Mercoledì, Maggio 25th, 2016

di Ruggero Giacomini

1. Che rapporto dobbiamo avere noi – comunisti italiani del XXI secolo - con la tradizione del partito comunista italiano, nato col primo congresso a Livorno nel 1921 e finito per autoscioglimento col XX congresso a Rimini nel 1991?

Io credo che noi abbiamo il diritto e il dovere di recuperare questa tradizione e non lasciarla nelle mani del PD a cui per altro pesa sempre di più. Quali che siano stati i limiti e gli errori del Pci – e ce ne sono stati che altrimenti non si sarebbe lasciato suicidare, e vanno perciò analizzati e corretti -, tuttavia, e anche questo è un fatto, il PCI in quanto tale non era utilizzabile per un passaggio di campo come quello che i dirigenti che ne hanno promosso lo scioglimento volevano fare, e ha dovuto essere rimosso.

Il PCI cioè

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RICOSTRUIRE IL PARTITO COMUNISTA: IL CONGRESSO PROVINCIALE DI ANCONA

Martedì, Maggio 24th, 2016

Si terrà sabato 4 giugno a Castelferretti piazza Albertelli 3  con inizio alle ore 15.30 il Congresso provinciale di Ancona della Costituente comunista. Interviene la compagna Claudia Rosati, PRC di Firenze, che terrà le conclusioni. Relazione di apertura di Fabio Pasquinelli, segretario provinciale  PCdI. Partecipano gli iscritti PCdI 2015,  i compagni del PRC e quanti hanno aderito e sono interessati al processo per ricostruire in Italia un unico e forte PARTITO COMUNISTA.

CONGRESSO NAZIONALE PER LA RICOSTRUZIONE DEL PCI: I DOCUMENTI

Mercoledì, Maggio 18th, 2016

Sul sito dell’Associazione per la ricostruzione in Italia del Partito comunista sono pubblicati e a disposizione i documenti per il Congresso nazionale, sulla base dei quali si svolgeranno tra fine maggio e i primi di giugno i congressi territoriali in cui saranno eletti i delegati. Partecipano al processo costituente e ai congressi gli iscritti al Pcd’I del 2015,  la componente  del Prc  che pure ha aderito, militanti senza partito che già partecipano o vogliono partecipare al processo unitario, che resta comunque un processo aperto.

Si tratta del documento politico, in forma di tesi; della proposta di statuto; del regolamento. Per leggere, consultare, scaricare:

La Costituente Comunista

I TANTI PERCHE’ PER DIRE BASTA GUERRE E NO ALLA NATO

Domenica, Maggio 8th, 2016

Si è tenuto il 2 maggio scorso presso la ex sala del Consiglio comunale l’incontro promosso dal Comitato “No Guerra No Nato” di Ancona, a cui ha partecipato Giulietto Chiesa, giornalista professionista già corrispondente da Mosca de “l’Unità” e de “La Stampa” e dei principali canali televisivi, e oggi direttore e commentatore di PandoraTV, il quale di fronte a un pubblico numeroso e attento ha sviscerato le tante falsità dell’informazione manipolata sulle guerre in corso e quelle più gravi che si preparano e che vedono protagonisti gli USA e la NATO, con la piena connivenza dell’Europa. L’incontro è stato aperta dalla compagna Loretta Boni, che ha presentato il Comitato da poco costituito, che si ispira ai valori della Costituzione e della Resistenza per un’Italia libera dalle basi militari straniere, indipendente e sovrana.

Il portavoce del Comitato Sandro Belfiore ha illustrato i tanti perché per dire NO GUERRE NO NATO, e quindi per aderire al Comitato e sostenerlo.  Riportiamo qui di seguito il suo intervento, ed immagini dell’iniziativa.

La registrazione  della manifestazione curata da Carlo Cardarelli,  con l’intervento integrale di Giulietto Chiesa, si può vedere su    https://www.youtube.com/watch?v=PUQb1TqsNQI

I perché, per dire basta guerre, dovrebbero essere ovvi, scontati, eppure io credo che purtroppo, la maggior parte delle persone, si illuda, è convinta, che le guerre non ci riguardino più di tanto, che esse siano abbastanza lontane e che alla fin fine l’importante è che non ci sia la guerra in “casa nostra”.

Niente di più drammaticamente sbagliato, la realtà è che siamo già, in uno stato di GUERRA, una guerra globale, condotta sul piano militare, in diversi Paesi ed Aree del mondo, in Siria, in Iraq, nello Yemen, nell’area Medio Orientale, nel Nord Africa (in particolare in Libia, ove si profila un nuovo intervento della coalizione occidentale, compresa l’Italia ?… non lo sappiamo, certo è che le pressioni Usa in tal senso sono molto forti), più recentemente anche nell’area Caucasica, ove è ripreso il conflitto tra Armenia e Azerbaigian per la contesa della regione del Nagorno Karabakh.

Dall’altra parte del mondo, nell’area del Pacifico ed in particolare nel Mar Cinese meridionale, ove è in atto un confronto diretto tra la Cina da una parte   e Stati Uniti e Giappone dall’altra, per il controllo e la sicurezza di quell’area, che sin’ora, ha visto spadroneggiare la 7.ma flotta degli Stati Uniti.

In Europa, per la seconda volta, dalla fine della II^ Guerra mondiale (la prima è stata la guerra nella ex Jugoslavia 1991-1995), ad essere presa di mira è stata l’Ucraina, prima con la primavera colorata di arancione, poi con il colpo di mano paramilitare del Maidan a Kiev, del febbraio 2014 (dopo 3 mesi di scontri). A seguito di questo rovesciamento illegale, fomentato, finanziato ed armato dagli Usa e dall’Europa, scoppia il conflitto nelle Regioni del sud-est ucraino, nel Donbass (regioni di Donetsk, Luhansk e Kharkiv), una guerra con migliaia di morti, in gran parte tra la popolazione civile, che si oppone al governo di Kiev e che resiste ai battaglioni nazistoidi e ben armati dalla Nato e per la quale i mass media occidentali non versano lacrime.

In altri Paesi del continente europeo, dai Paesi baltici a quelli dell’area balcanica, è in corso una “campagna acquisti” promossa direttamente dagli Usa, per allargare la Nato sino ai confini della Russia, costruendo così una minacciosa cintura, disseminata di basi militari e sistemi di armamento di ogni tipo, compreso quello nucleare.

Per non parlare di ciò che avviene in Sud America, da ultimo il Brasile, con evidenti operazioni di destabilizzazione ai danni di tutti quei governi non allineati ai voleri della potenza americana e della finanza internazionale.

In tutte queste guerre e in questi fronti, di conflitto e tensione, è sempre presente “la lunga mano” degli Stati Uniti, impegnati a stabilire o a ristabilire la propria influenza, la propria supremazia economica, finanziaria e militare e per ridisegnare un “nuovo ordine mondiale”, sotto il controllo politico di una élite, privata, non eletta, di potenti, espressione di un sistema, quello capitalista, che in realtà mostra sempre più evidenti i segni di un inesorabile decadimento.

In questo quadro, la piena sovranità degli Stati è un ostacolo da eliminare, essa non può che essere limitata alla “ordinaria amministrazione del condominio” e dove i diritti sociali e politici devono essere scardinati con ogni mezzo, compreso quello di alimentare guerre tra poveri e tensioni sociali indotte dal fenomeno della immigrazione di massa.

La guerra, quindi, come risposta alla crisi di sistema (crisi ambientale, energetica, economica, sociale, demografica), che viene preparata e condotta a tutti i livelli, culturale, psicologico, mediatico e sociale, cosi come su quello più propriamente militare, con l’aumento esponenziale delle spese militari e di armamenti sempre più terrificanti e distruttivi), così come su quello degli assetti geopolitici.

La guerra, che oltre a produrre i suoi drammatici effetti diretti, le distruzioni violente, i massacri delle popolazioni, ecc…, produce, combinata con le crisi ambientali, anche i suoi effetti “collaterali”, ma non meno drammatici, le povertà di massa, le migrazioni bibliche, con la disgregazione di intere economie e comunità (siccità – v. vaste zone dell’India - alluvioni, inquinamento delle acque, dei mari e dei suoli…).

Le peggiori forze reazionarie, i terrorismi di matrice fondamentalista e religiosa, i rigurgiti neonazisti e razziali, sono conseguenze e al tempo stesso strumento per raggiungere questi nefasti obiettivi.

Il Comitato NO GUERRA NO NATO di Ancona, si è costituito per informare e per contrastare queste pulsioni guerrafondaie, per scuotere le coscienze dei cittadini, per denunciare la complicità dei governi europei e del governo italiano, nei confronti di questo stato di cose e di questa politica.

Per questo è fondamentale costruire un vasto e forte movimento per l’uscita dell’Italia dalla NATO, perché la NATO è lo strumento principale dell’interventismo e delle politiche aggressive degli Stati Uniti, per un’Italia libera dalla presenza delle basi militari statunitensi (oltre 100), che comprendono circa 70 ordigni nucleari, recentemente ammodernati con “bombe intelligenti” (B61-12) che lanciate dai più moderni jet (anche dai Tornado italiani), possono essere lanciate da 100 km di distanza dai bersagli e teleguidate sugli stessi. Si tratta di armi progettate con lo scopo lanciare il primo e distruttivo attacco nucleare, se questo dovesse accadere (a quel punto dovremmo appellarci solo a Dio..) sarebbe inevitabile la ritorsione sulle nostre teste.

Per un’Italia quindi sovrana e neutrale, per una politica estera basata sull’art. 11 della Costituzione che contribuisca a relazioni improntate alla pace, al rispetto reciproco, alla giustizia economica e sociale.

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