PDCI-Ancona

il Blog dei comunisti italiani, sezione “Tina Modotti”

RICORDIAMO LA SETTIMANA ROSSA

Dal 7 al 13 giugno 1914: fu la “settimana rossa”, il più grande movimento di lotta che mai si fosse visto fino ad allora in Italia, iniziato e concluso ad Ancona. Sono passati tanti anni e noi facciamo un passo indietro nel tempo per ricordare quell’avvenimento, anche perché lì sono le radici profonde e tuttora vive dell’Ancona popolare e solidale, antimilitarista e internazionalista, alimento della resistenza al fascismo e della lotta di liberazione, e poi delle lotte democratiche dell’Italia repubblicana fino ai nostri giorni.

                                              Martedì 10 dicembre 2013 ore 17,00

                                                        Ancona – via Astagno 10

A pochi mesi dal 100° anniversario della SETTIMANA ROSSA, evento rivoluzionario ancora vivo nell’immaginario popolare, il Centro Culturale Marchigiano “La Città Futura” promuove un incontro di introduzione all’anno centenario, con la partecipazione degli autori anconetani di due libri appena usciti sull’argomento:

Mariano Guzzini, Tempo rosso. Cent’anni fa, per una settimana

Massimo Papini, Ancona e il mito della Settimana rossa

editi da affinità elettive

Intervengono lo storico Ruggero Giacomini e la giornalista editrice

Valentina Conti.

<!--enpts-->ricordiamo-la-settimana-rossa.jpg<!--enpte-->  Qui di seguito pubblichiamo la canzone popolare nata da quell’evento:

Il fatale sette giugno,

proprio il dì dello Statuto

degli onesti avean voluto

seriamente protestar

contro i capi e le feroci

compagnie di disciplina;

ma il prefetto alla mattina

Malatesta fe’ arresta’.

Il comizio fu inibito

ed allora a Villa Rossa

quella gente, alquanto scossa

dal rifiuto si adunò.

Tutti quanti gli oratori,

già d’accordo nel parlare,

stabiliron di iniziare

una seria agitazion.

Nell’uscire i comizianti

dal local tranquilli e buoni,

fur purtroppo testimoni

di una scena di terror.

Spinti, oppressi e circondati,

assaliti qual canaglia,

dello stato la sbirraglia

contro il popolo sparò.

Fu per l’orrida tragedia,

che nel mondo non v’è uguali,

tre compagni a noi più cari

morti caddero nel suol.

Maledetta la sbirraglia

che ci ha immersi nel dolore!

Lì per lì, colpita al cuore,

tutta Italia protestò.

Ma non basta la protesta,

non è nulla il nostro pianto,

per color che soffron tanto,

che hanno perso i lor figliol.

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