PDCI-Ancona

il Blog dei comunisti italiani, sezione “Tina Modotti”

LO SBARRAMENTO E’ ILLIBERALE E ANTIDEMOCRATICO

Il disastroso risultato elettorale della Sinistra Arcobaleno ha fatto dimenticare che l’assenza, per la prima volta dopo la dittatura fascista, dei comunisti e della sinistra dal Parlamento italiano non è dovuta solo al risultato elettorale, ma anche alla presenza di una legge elettorale fatta di porcate, tra cui la porcata più grave di tutte è lo sbarramento al 4%.

Anche per questo un milione e centoventiquattromila cittadini e cittadine che hanno comunque votato a sinistra sono stati privati di ogni rappresentanza. Politicamente cancellati. Purtroppo pochi nella stessa sinistra hanno colto e denunciato per tempo il carattere antidemocratico dello sbarramento. Si è subìto il bombardamento propagandistico che in nome della “governabilità”, che pur nulla ha a che vedere con lo sbarramento, ha assuefatto via via all’idea e alla realtà. C’è stato perfino un segretario di partito di sinistra, Franco Giordano, che ha rincorso fino all’ultimo un accordo con Veltroni e Berlusconi, per elevare lo sbarramento al 5%. Il classico volersi dare le martellate sulle parti delicate per godere se non ci si prende. Purtroppo a fare questi giochi, qualche volta c’è qualcuno che ci prende!

Neppure la legge Acerbo che per prima introdusse il premio di maggioranza e con cui si tennero le elezioni del 1924 - che diedero a Mussolini l’ambita maggioranza per manomettere a piacimento lo Statuto e imporre la completa dittatura - , neppure quella legge fascista introdusse lo sbarramento. Con una legge come quella attualmente in vigore, e che Berlusconi e Veltroni invece di abolire vorrebbero replicare anche in Europa, Gramsci non sarebbe mai stato deputato (il PCd’I ebbe infatti il 3,8%) e non sarebbe stato eletto allora neppure il liberale Giovanni Amendola (”opposizione costituzionale”, 1,8%).

Lo sbarramento viola il principio liberale affermato dalla Rivoluzione francese della uguaglianza dei cittadini, calpesta il principio democratico “una testa un voto”. Ci sono voti che valgono di più e voti che non valgono nulla. Al libero confronto e concorrenza delle idee, delle proposte e dei programmi, viene sostituito di fatto il monopolio dei più forti, la serrata degli “arrivati” che impongono condizioni per perpetuare il loro privilegio.

Oscar Luigi Scalfaro uscendo dal recente incontro col presidente della Repubblica ha fatto notare che nell’attuale Parlamento “non esiste un solo deputato o un solo senatore che sia stato eletto dal popolo italiano”, concludendo che “questa legge elettorale non ha nessuna parentela con il sistema democratico”. Si riferiva soprattutto all’assenza delle preferenze, per cui i deputati eletti sono stati designati direttamente dai capi partito. In contrasto col sistema democratico e costituzionale è sicuramente anche l’iniquo sbarramento.

Ruggero Giacomini

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